domenica, 16 Maggio, 2021

Le lezioni del prof. Bellavista al Quirino di Roma

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In occasione del 90° compleanno di Luciano De Crescenzo, Geppy Gleijeses adatta per il teatro “Così parlò Bellavista” omaggio doveroso all’opera di grande successo dello scrittore napoletano. Dopo qualche tentativo infruttuoso fatto in anni passati di adattare per le scene il mitico film e romanzo-saggio “Così parlò Bellavista”, Alessandro Siani, stimolato da Benedetto Casillo si appassiona all’idea e decide di varare il progetto. Dopo aver vagliato alcune ipotesi giunge con Luciano De Crescenzo alla conclusione che la migliore soluzione per la realizzazione dell’idea sia affidarla a Geppy Gleijeses. Nasce così lo spettacolo teatrale Così parlò Bellavista, diretto, adattato e interpretato da Geppy Gleijeses, prodotto da Alessandro Siani e Sonia Mormone (Best Live) e Geppy Gleijeses (Gitiesse Artisti Riuniti). Dopo il debutto lo scorso 26 settembre al Teatro San Carlo di Napoli, con il patrocinio del Comune di Napoli, lo spettacolo approda finalmente a Roma.

Geppy – che nel film interpretava il ruolo del giovane Giorgio – nell’adattamento teatrale veste i panni del Professor Bellavista; sul palco con lui un gruppo straordinario di attori napoletani: Marisa Laurito, la migliore amica di Luciano ed eterna Miss Simpatia, è la moglie di Bellavista; Benedetto Casillo è il vice sostituto portiere, lo stesso ruolo che interpretò nel film; Nunzia Schiano, grande caratterista napoletana, interpreta Rachelina e ancora troviamo sulla scena Salvatore Misticone, Vittorio Ciorcalo e tanti altri, tra cui Gianluca Ferrato nel ruolo di Cazzanica, il direttore dell’Alfasud.

Nell’allestimento al Teatro Quirino la scenografia, di Roberto Crea, riproduce la facciata del grande palazzo di via Foria dove fu girato il film, con scale praticabili dall’interno e vari elementi carrellati subentranti dai lati e raffiguranti il tavolo dei pomodori, il negozio di arredi sacri, l’ascensore, il cenacolo e via dicendo. Le musiche sono quelle originali di Claudio Mattone, che accompagnavano anche le scene del film.

Di fatto l’adattamento teatrale – che prevede un atto unico della durata di un’ora e cinquanta minuti senza intervallo – è un riuscito remake dei passaggi salienti del film e, con dinamismo ed allegria, riprende tutti gli sketch più significativi: dal cavalluccio rosso alla lavatrice, dall’auto nel traffico a croce uncinata all’irresistibile scena in cui Bellavista e Cazzaniga si ritrovano insieme bloccati nell’ascensore.

Le famose “lezioni” del prof. Bellavista ai quattro “discepoli” partono dalla convinzione che i milanesi siano uomini di libertà che fanno la doccia ed amano l’albero di Natale mentre i napoletani siano uomini d’amore che preferiscono il bagno ed a Natale realizzano il presepe. Ma, andando avanti nella rappresentazione, tali convinzioni sono messe a dura prova e si scopre che anche i milanesi sono uomini d’amore visto che, come dice lo stesso Bellavista, “Si è sempre meridionali di qualcuno!”.

A poco più di quarant’anni dalla sua prima pubblicazione, “Così parlò Bellavista” non ha perso la sua forza dirompente e la sua sagacia filosofica, confermandosi come un “piccolo classico” della letteratura partenopea che è anche una straordinaria rappresentazione della natura umana, come testimoniato dall’adattamento teatrale.

Grande successo di pubblico alla prima romana. Uno spettacolo assolutamente da non perdere. Repliche al Quirino fino al 3 febbraio.

Al. Sia.

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