mercoledì, 19 Maggio, 2021

Le pensioni d’oro e il boom di domande tra mobilità e disoccupazione

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Il governo sta valutando l’ipotesi di congelare le pensioni più elevate, riducendo l’indicizzazione degli assegni che superano di sei volte l’importo minimo, e di destinare gli eventuali risparmi ”in un’ottica di solidarietà”. Lo ha recentemente affermato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, in audizione nella commissione Lavoro della Camera. Il governo, ha spiegato Giovannini, ”è intenzionato a mantenere” anche per il 2014 il meccanismo che ”rappresenta un significativo aumento” per le pensioni nel 2013, e che prevede ”l’indicizzazione per importi fino a tre volte minimo”. Per gli anni successivi l’indicizzazione sarà al 75% anche per gli assegni superiori a sei volte. L’esecutivo ha precisato ulteriormente il ministro, sta valutando una rivalutazione del sistema, per ”abbassare l’indicizzazione dei trattamenti pensionistici più elevati”. ”L’uso della deindicizzazione parziale per le pensioni molto elevate è uno strumento che contiamo di usare, a partire dal 2015”, ha sottolineato il ministro. Avrà un ”effetto significativo per i singoli” soggetti interessati dal provvedimento ma, ha ribadito Giovannini, sarà ”relativamente piccolo per il complesso perché stiamo parlando di un numero di prestazioni di quiescenza limitato”. Pertanto i risparmi che potrebbero essere generati dal parziale congelamento delle prestazioni previdenziali più elevate, ha concluso, ”da soli non sono sufficienti a spingere verso l’alto le pensioni basse”. Il ministro, ha poi, bocciato l’ipotesi di una controriforma Fornero. L’uscita anticipata dal mondo del lavoro, con una conseguente penalizzazione sugli assegni pensionistici, non sarebbe sostenibile, ha affermato, perché determinerebbe ”un onere di diversi miliardi di euro l’anno”. Il governo, ha seguitato, sta ”pensando di introdurre dei meccanismi che favoriscono l’accumulo dei contributi nel modo più flessibile possibile”. In questa maniera sarà possibile ”aumentare il montante pensionistico, con maggiore flessibilità rispetto a quanto consentito oggi, per cumulare i contributi”. Gli interessati, ha puntualizzato Giovannini, saranno le persone ”caratterizzate da entrate ritardate e lavoro discontinuo”. Sarà inoltre costituito un ”gruppo di riflessione per stimolare un’inclusione sociale di chi già gode del reddito pensionistico”. In tema di lavoro, ha annunciato il ministro, sono in cantiere ulteriori misure per favorire l’aumento dell’occupazione che saranno inserite ”in parte nella legge di stabilità e in parte in un possibile collegato sul lavoro”. Il titolare del Welfare si è pure incontrato con gli industriali. Dagli imprenditori – ha rimarcato – ”abbiamo avuto un’ottima risposta. Abbiamo in particolare parlato di garanzie ai giovani e di cosa possono fare le imprese per loro, è stato un confronto serio sulle esigenze del Paese. Ci rivedremo ancora nei prossimi giorni: loro invieranno proposte che aiuteranno il governo a comporre il piano nazionale per la ‘garanzia giovani”’. Questo il commento formulato dal ministro del Lavoro e delle politiche sociali Enrico Giovannini raccontando l’incontro avuto con le associazioni di rappresentanza delle imprese.

MOBILITÁ E DISOCCUPAZIONEA settembre le ore di cassa integrazione autorizzate per interventi ordinari, straordinari e in deroga sono state complessivamente 85,2 milioni. Si registra, quindi, una diminuzione di -1,3% del dato complessivo rispetto allo stesso mese del 2012, quando le ore autorizzate erano state 86,4 milioni. E’ quanto comunica l’Inps in un’apposita nota informativa. Tra disoccupazione e mobilità, ad agosto 2013, sono state presentate 97.238 domande, il 10,53% in più in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente (87.976 istanze). Nel dettaglio, per quanto concerne la cassa integrazione, si continua ad osservare una tendenziale flessione della cassa integrazione ordinaria (Cigo) pari al -3,7% rispetto all’anno precedente. Le ore di Cigo autorizzate a settembre 2013 sono state infatti 31,8 milioni contro i 33,0 milioni di ore autorizzate nell’analogo mese del 2012. In particolare, la variazione è stata del -8,0% nel settore Industria e del -14,7% nel settore Edilizia. Di diverso segno l’andamento della cassa integrazione straordinaria (Cigs). A settembre 2013 sono state autorizzate 36,0 milioni di ore per interventi straordinari contro i 24,5 milioni di settembre 2012, evidenziando un incremento del 46,8% in confronto al medesimo mese dell’anno precedente. Infine, le ore di casa integrazione in deroga (Cigd) sono state 17,4 milioni a settembre 2013, con un decremento del -39,5% rispetto a settembre 2012, quando furono autorizzate 28,8 milioni di ore. Nel periodo gennaio-settembre 2013, globalmente per la cassa integrazione sono state autorizzate 789 milioni di ore, con una contrazione di -0,46% in confronto al medesimo lasso di tempo dell’anno precedente (792 milioni di ore). Per analizzare i dati relativi a disoccupazione e mobilità, l’Inps ricorda che da gennaio è cambiata la normativa di riferimento. Considerando che i dati forniti si riferiscono al mese precedente rispetto a quelli della cassa integrazione, cioè dal mese di agosto 2013, e che da gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria, ASpI e mini ASpI, le richieste che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le istanze sono classificate come ASpI e mini ASpI. Per quanto attiene quindi i dati specifici, nel mese di agosto 2013 sono state inoltrate 70.797 domande di ASpI, 18.647 istanze di mini ASpI, 222 richieste tra disoccupazione ordinaria e speciale edile, 7.373 domande di mobilità e 199 di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi. In totale nel mese di agosto 2013 sono state trasmesse 97.238 istanze, il 10,53% in più in confronto allo stesso mese dell’anno precedente (87.976 domande). Nel periodo gennaio-agosto complessivamente sono state inviate 1.214.582 richieste di mobilità e disoccupazione, con un aumento del 22,3% rispetto alle 993.287 domande presentate nel corrispondente periodo del 2012.

Carlo Pareto                        

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