venerdì, 18 Giugno, 2021

Le regionali segneranno la storia di questa maggioranza

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Negli ultimi giorni stavo seguendo i dibattiti sulle elezioni regionali e nel mio Veneto un dato balza all’occhio: il presidente Luca Zaia viaggia a oltre il 70% dei consensi e tutto il resto è noia. Se la riconferma del politico leghista era ed è scontata, la partita elettorale riguarda, in primis, la tenuta delle forze della maggioranza nazionale. Sempre in Veneto il Pd è dato poco sopra il 10%, i Cinque Stelle poco sopra il 4%, gli altri scompaiono nel mare nostrum del voto utile-inutile.

 

Non possiamo trascurare il fatto che questa tornata avrà ripercussioni forti sulla tenuta della maggioranza di governo, anzi, ne segnerà la storia delle formazioni che la compongono. Il perché è presto detto. In caso di en-plein del centrodestra le pulsioni di popolo saranno talmente forti da far traballare ancora di più il sostegno a Conte. I Cinque Stelle rischiano di implodere, stretti tra l’esigenza di mantenere la preminenza nella coalizione giallorossa e i mal di pancia di chi poco tollera alleanze con partiti che, fino al giorno prima, considerava il male assoluto. Il Pd è ormai in una crisi di identità senza ritorno. Solo la sua articolazione correntizia lancia qualche sussulto di vita, anche se l’elettorato è sempre più sconcertato, tra chi difende il patto di potere a tutti i costi, chi non sa capacitarsi della frammentazione degli ultimi anni, chi si cosparge di cenere il capo e chi insegue impossibili alleanze con i grillini. Delle altre formazioni, purtroppo, c’è poco da dire. Si spartiscono briciole di consenso e non si intravede di una prospettiva plausibile di ricostruzione di un progetto. Politico e di paese.

La cosa triste, almeno per chi come me ha sempre guardato al centrosinistra come a un riferimento, è che l’unica prospettiva un po’ solida per il paese si vede nella coalizione di centrodestra. Compatta alle regionali, compatta nell’opposizione a Conte, anche se estremamente sbilanciata verso le posizioni sovraniste e più estremiste, il consenso della destra nel paese si sta consolidando anche in categoria fino a oggi distanti da quel mondo. La destra sta catalizzando la disillusione del voto grillino, sta conquistando regioni, amministrazioni locali, guida di enti e società partecipate. Non sempre dà prova di governo efficace e solido, ma l’alternativa vera, concerta, reale, qual è oggi?

 

Le elezioni regionali saranno lo spartiacque storico di questa legislatura. Solo una prova dignitosa del centrosinistra potrebbe porre un ultimo argine al dilagare del sovranismo in questo paese.

 

Leonardo Raito

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