lunedì, 18 Ottobre, 2021

Legge elettorale, si riparte dal Senato

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Legge elettorale-SenatoLa legge elettorale arriva in Commissione Affari costituzionali al Senato con l’illustrazione delle proposte di modifica. Una montagna. Circa  18mila  fra emendamenti (12mila circa) e subemendamenti (6mila circa), alle proposte del relatore arrivati da tutti i partiti. Soprattutto Lega, Forza Italia e Sel.

Nel pomeriggio a Palazzo Chigi si è svolto un incontro tra Matteo Renzi e Romano Prodi, che torna così dopo tempo a Palazzo Chgi, Ufficialmente hanno parlato al centro del colloquio un giro di orizzonte sulle questioni della politica internazionale, in particolare sulla situazione in Libia e Ucraina, e una riflessione sull’andamento dell’economia europea.  Ma forse anche altri tempi più interni. “Abituati a vedere entrare a Palazzo Chigi Berlusconi, non si può non registrare un cambio di passo” è il commento di Pippo Civati con una allusione indiretta al Patto del Nazareno.

Non sono previste votazioni nella seduta iniziata nel pomeriggio che si prevede possa andare avanti ad oltranza. Si comincerà a votare a partire dagli ordini del giorno. Quello presentato, lo scorso 10 dicembre, da Roberto Calderoli e Patrizia Bisinella della Lega ripropone una clausola di salvaguardia, ribadendo la necessità di mettere a sistema una legge elettorale nell’eventualità che non si approvino le riforme costituzionali che superano il bicameralismo paritario. E un odg con la previsione di una clausola di salvaguardia ha presentato anche Sel, a prima firma Loredana De Petris. Essendo atti di indirizzo, gli odg saranno votati per primi. “Attendiamo una risposta dal governo che, come sempre, tace”, ha sottolineato Calderoli, anche sulla norma di salvaguardia. In commissione è intervenuto anche  il senatore Pd Federico Fornaro che ha presentato un emendamento per modificare il meccanismo dei capolista bloccati.

L’ordine del giorno Calderoli, testualmente, chiede la Commissione si indirizzi ad introdurre “con fonte di rango primario una clausola di salvaguardia che metta a sistema una normativa elettorale, esclusivamente nel caso in cui permanga l’attuale assetto costituzionale di bicameralismo paritario, compatibile alternativamente o contemporaneamente alle sentenze della Corte Costituzionale (la 1 del 2014 che ha abrogato in parte il Porcellum la 32 del 1993).  L’odg, viene spiegato dalla Lega, apre a diverse possibilità e nella discussione anche il governo dovrà scoprire le proprie carte e dire con quale legge si andrà a votare in caso di elezioni anticipate, con il sistema vigente e quale sarà la nuova futura legge elettorale.  L’odg fa presente che la sentenza della Corte Costituzionale che è intervenuta sul Porcellum stabilisce la piena facoltà del legislatore ordinario di “poter correggere, modificare o integrare la disciplina residua” anche con riferimento a tutti i sistemi elettorali preesistenti.

Nei giorni scorsi anche nella maggioranza si è aperto all’idea del Mattarellum come ipotesi di legge ponte. L’Italicum andrà in vigore dal primo gennaio 2016. Nel periodo transitorio dall’approvazione della legge elettorale alla sua effettiva validità viene ripristinato il Mattarellum”, recita un subemendamento alla legge elettorale presentato a palazzo madama dai sentori del Pd, Andrea Marcucci, Stefano Collina e Francesco Verducci.

Sullo sfondo le frizioni nel Partito democratico all’indomani dell’assemblea del Pd di domenica dove si è assistito allo scambio di accuse reciproche su chi stesse forzando la mano per andare a elezioni anticipate. Per il Pd “sono abbastanza ottimista. Prevarrà, alla fine, il senso di responsabilità”. Ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini. “La sinistra italiana è sempre stata divisa fra una sinistra più massimalista ed una sinistra riformista – ha aggiunto Nencini -. E’ successo quando il Psi apparteneva alla seconda area ed il Pci a quella della sinistra radicale. E’ una dicotomia che non è mai cessata: però in tempi di grande fragilità ed emergenza come questi c’è bisogno di una responsabilità condivisa ed una missione condivisa e non ho dubbi che all’interno del Pd sarà questa alla fine la posizione che prevarrà”.

Redazione Avanti!

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