martedì, 19 Ottobre, 2021

Merkel: bilancio di luci e ombre in un libro di Paolo Valentino

0

Le elezioni in Germania di domenica prossima, dall’esito incertissimo, metteranno fine all’era di Angela Merkel, cancelliera per ben sedici anni a partire dal 2005. Chi è stata Angela Merkel e cosa ha significato il suo lungo periodo alla guida del più importante Paese europeo? Un libro di Paolo Valentino, giornalista del “Corriere della Sera”, intitolato “L’età di Merkel” (Marsilio Editore), ricostruisce gli anni della cancelliera, fornendo al lettore interessanti spunti di riflessione.
Nel suo libro Valentino ricostruisce il profilo di Angela Merkel, partendo dal ruolo che hanno avuto gli anni della giovinezza nel forgiare il carattere della futura cancelliera. Figlia di un pastore luterano fortemente impegnato nel sociale, Angela assorbe dal padre la rigorosa etica protestante e un forte senso di responsabilità civile. Il contesto ambientale in cui cresce è quello della Germania dell’Est, dove la famiglia si trasferisce subito dopo la nascita di Angela nel 1954. La necessità di vivere sotto un regime comunista influenzerà notevolmente il suo modo di comportarsi, determinando circospezione, abitudine a soppesare le parole, a coltivare la cultura del silenzio. La mancanza di libertà di pensiero la spinge inoltre a compiere studi scientifici, in fisica e chimica, nei quali la “verità” difficilmente può essere messa in discussione.
Queste eredità sia familiari che “istituzionali” ne plasmeranno il carattere ed incideranno fortemente sulla sua storia politica. L’abilità nel misurare le parole, nel concertare nei minimi dettagli le riunioni, nel non sollevare mai un problema se non si sa a priori come risolverlo, nel procedere a piccoli passi – “Mario, we have to move millimetrically”, dirà una volta a Draghi – rappresentano, insieme all’indiscussa capacità negoziale, le caratteristiche peculiari del politico Angela Merkel. Allo stesso modo anche la sua formazione scientifica si riflette nel politico Angela Merkel. Come osserva Wolfgang Schaeuble, il suo approccio ai negoziati è da “teoria dei giochi”: la sua capacità di condurre le trattative, di trovare un compromesso tra posizioni differenti rivelano una mentalità scientifica, oltre a una proverbiale tenacia. Quanto al senso di responsabilità e all’ancoraggio ai valori morali, questi emergono soprattutto in alcuni momenti chiave della lunga carriera politica di Merkel. Ad esempio, nella crisi della Siria nel 2015, quando Merkel non esita ad aprire le porte a un milione di profughi, nonostante l’ostilità di molti tedeschi. O quando, di fronte all’emergenza Covid, nel 2020 accantona le misure di austerità sia in Germania che in Europa. O anche quando – ma qui l’imperativo morale si mescola all’immediato dividendo politico – di fronte al disastro nucleare di Fukushima nel 2011, decide di abbandonare il programma di riconversione all’energia atomica.
Ma qual è il giudizio politico da dare ai sedici anni di governo di Angela Merkel? La risposta di Paolo Valentino, a nostro avviso condivisibile, può essere sintetizzata nel titolo dell’ultimo capitolo del libro: “La forza tranquilla e il suo lato oscuro.” La “forza tranquilla” è l’aver dato, in un periodo di grande turbolenza internazionale, forte stabilità alla Germania (oltre all’aver assicurato un lungo predominio politico al suo partito, la Cdu). Merkel ha saputo abilmente trarre vantaggio dalle misure di flessibilizzazione del mercato del lavoro introdotte dal socialdemocratico Schroeder, riducendo la disoccupazione, facendo crescere l’economia tedesca a tassi non eccezionali, ma continui nel tempo e introducendo alcune riforme sociali, come il salario minimo, l’abolizione del servizio militare obbligatorio, l’estensione del congedo parentale, l’ampliamento dell’assistenza all’infanzia, i matrimoni gay. La Germania, come ha scritto Lucio Caracciolo, ha così proseguito la sua lenta, costante corsa a diventare una “Grande Svizzera” (“la Repubblica”, 31/8/2021). Ma certo questo è avvenuto a discapito della costruzione europea e di un ruolo politico ed economico ben più rilevante del vecchio continente nello scacchiere mondiale.
E qui veniamo al “lato oscuro” di Angela Merkel. Scrive Valentino: “E’ come se la sua forza avesse anche un lato oscuro, legato a un pragmatismo che non riesce a volare, a una cautela che non vuole e non sa farsi visione politica trainante.” Merkel, in un’ideale classifica degli otto cancellieri tedeschi succedutisi dal dopoguerra ad oggi, appare nettamente distanziata da figure come Konrad Adenauer, il padre della patria, Willy Brandt, il cancelliere della Ostpolitik, Helmut Kohl, il premier della riunificazione. Il suo limite è stato quello di non aver saputo cogliere i grandi attimi della storia, come fecero Brandt, quando capì che era venuto il momento per la Germania di tornare a guardare a Est, ma in modo pacifico, e soprattutto il suo maestro Kohl, quando seppe cavalcare l’onda della caduta del Muro di Berlino per ridare al suo paese l’unità perduta con la seconda guerra mondiale. Invece Merkel, anziché volgere la storia a suo favore per incarnare un’idea, un grande sogno, si è troppo spesso fatta irretire dalle pastoie del presente. A farne le spese è stata l’Europa, che non è progredita come avrebbe dovuto. Lo stesso appoggio al Next Generation Eu, giunto verso la fine del suo mandato, non garantisce che si tratti di una svolta definitiva, perché la possibilità di tornare indietro è dietro l’angolo. Ma soprattutto rimarrà come una macchia sul suo passato la gestione della crisi greca nel 2015. E’ vero che Merkel riuscendo a tenere la Grecia dentro l’euro a dispetto di Schaeuble, che voleva buttarla fuori, salvò la moneta unica dagli attacchi speculativi che avrebbero colpito gli anelli più deboli, come Italia e Spagna, finendo con il minare alle fondamenta l’esistenza stessa dell’euro. Ma il prezzo pagato da Atene è stato superiore alla colpa. E qui torna – ma in un altro senso – la morale luterana. Perché, come disse una volta la cancelliera, “le misure di austerità devono far male.”

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply