lunedì, 12 Aprile, 2021

Les fleurs du Gucci

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Il flâneur proposto da Frida Giannini per la collezione autunno/inverno 2012-13 di Gucci vaga per le vie cittadine decantando le liriche dello stile più alto. Un bohèmien che predilige i pantaloni a sigaretta di lana stampata, e le giacche avvitate. Un dandy innamorato del cavallino tagliato al laser, che crea effetti vellutati su giacche e cappotti da sera. Un ricco esteta che coltiva l’idea del bello sulla propria persona. Possiede così, a suo piacere immenso, il gusto sfrenato della lussuosa semplicità, che è poi il modo migliore di distinguersi. Di giorno ama il cardigan lavorato a trecce, il giubbotto con collo di castorino, le sneaker con imbottiture di shearling, gli stivali da equitazione in pelle di vitello. La notte – quando il dandy baudelairiano è superbo, senza calore, e malinconico – il neo-dandy griffato Gucci trova la sua perfetta espressione nell’uso di pellicce, nei mocassini in coccodrillo, e nelle pantofole in velluto jaquard: o questo o niente, più in giù di così non si abbassa. Sarà anche prêt-à-porter ma i pezzi di questa sublime collezione potranno permetterseli davvero in pochi. Niente di nuovo, in fondo: Gucci si compra perché rappresenta la soave essenza del lusso, piacevolmente spudorato, indifferente al resto, e mai volgare.

Martina Alice de Carli

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5 commenti

  1. Avatar
    passator cortese on

    Si è l’Avanti! E allora? E’ vietato trattare argomenti più leggeri? Sveglia Emilia! Il mondo cambia!

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    Gaia Zucchetti on

    E’ l’Avanti e bisogna andare avanti, non restare ancorate al vecchio!!

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    estremo socialista on

    e meno male che c’è MADC sennò questo era “l’Indietro” con un grande futuro alle spalle
    Left and Glam

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    Angioletta Massimino on

    Aprire ad altri temi di carattere sociale e culturale, anziché limitarsi solo alla politica, mi sembra proprio una scelta sociologicamente adeguata ai tempi che impongono cambiamenti, fatto che, tra l’altro, attrae potenzialmente altre fasce di lettori interessati non solo alla politica. E non è questo forse il fine di qualsiasi giornale, che venga, cioè, letto da un numero sempre maggiore di lettori?!
    Complimenti al Direttore Giampiero Marrazzo per tale scelta editoriale!

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