giovedì, 6 Maggio, 2021

Letta dice sì, il Pd pronto a nuove nozze con l’ex segretario

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Un’unione d’amore, almeno per Enrico Letta, quella che si celebrerà domenica tra il Partito democratico e il segretario andato via, lontano a Parigi, ma tornato per quello che lui stesso ha definito ‘amore’.
“Lo faccio per amore della politica”, dice Enrico Letta. L’ex presidente del Consiglio Enrico Letta ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico, dopo averci pensato per un paio di giorni in seguito alle esplicite e insistenti richieste della dirigenza del partito, rimasto senza leadership in seguito alle dimissioni di Nicola Zingaretti.
“Oggi sono qui dove lunedì scorso non avrei mai immaginato per candidarmi alla guida di quel partito che ho contribuito a fondare e che oggi vive una crisi profonda. Lo faccio per amore della politica e passione per i valori democratici”. Così Enrico Letta annunciando in un video su twitter la sua candidatura alla guida del Pd. “Aprirò un dibattito nei circoli nelle prossime due settimane. Non cerco unanimità ma verità tra di noi”, un altro passaggio del discorso postato su Twitter; dura in tutto un minuto e 19 secondi. Hashtag #iocisonoperilPd
Domenica l’Assemblea del PD voterà sulla candidatura di Letta, che ci si aspetta sarà eletto a larga maggioranza.
Vista la situazione di stallo e nessuna alternativa in vista, dovrebbero votarlo anche le correnti più critiche del Pd. Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che era considerato uno dei potenziali candidati alla prossima segreteria, ha dato nei giorni scorsi il suo sostegno a Letta per “una nuova fase costituente”.
Le dichiarazioni del Governatore dell’Emilia-Romagna smentiscono così le continue voci, tra certa stampa schierata e alcuni commentatori, che vedrebbero gli ex renziani spiazzati e amareggiati per la scelta di Letta.
In realtà proprio la corrente più a sinistra del Pd, la stessa che punta a far rientrare i fuoriusciti di Leu, dovrebbe supportare Letta più per le sue competenze che per fare un torto al leader di Italia Viva che non fa più parte del Partito democratico e che non sembra interessato alle sue beghe interne.
Tra l’altro uno dei punti in comune tra il prossimo segretario e il leader di Leu, Berasani, è la concordanza di vedute sul taglio dei parlamentari, ricordano tutti l’endorsemnet di Letta da Parigi, solo che Bersani dette il suo appoggio in maniera strumentale e in funzione del Conte 2. “La campagna per un no insincero è un trappolone per destabilizzare il governo”, disse l’ex segretario Bersani. Ma l’astio verso i destabilizzatori sembra un copione già visto già con l’antiberlusconismo che portò a frutti amari per i dem.
Qui lo sappiamo che “la politica non si fa con i sentimenti, figurati con i risentimenti”, ma qualcuno tra i dem non sembra averlo ancora capito e punta a revanche che sfiorano il ridicolo.

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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