mercoledì, 12 Maggio, 2021

L’EUROPA VA AVANTI

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La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, dopo le decisioni del Consiglio Ue, ha dichiarato: “L’Europa va avanti. Il Consiglio Europeo ha trovato l’accordo sul prossimo bilancio Ue e su Next Generation Eu, che valgono 1,8 bilioni di euro per spingere la ripresa e costruire un’Ue più resiliente, verde e digitale. Congratulazioni alla presidenza tedesca del Consiglio Ue”.
Il riconoscimento alla cancelliera tedesca arriva anche dal commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni che ha detto: “Non avevo dubbi. Alla fine i veti su Next Generation EU sono stati superati. Un successo per la Commissione, il Parlamento e il Consiglio Ue. La firma è di Angela Merkel”.
Soddisfazione per il risultato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha detto: “Appena raggiunto in Consiglio europeo l’accordo definitivo su Next Generation EU. Questo significa poter sbloccare le ingenti risorse destinate all’Italia: 209 miliardi. Approvato anche il Bilancio pluriennale. Ora avanti tutta con la fase attuativa: dobbiamo solo correre!”.
Anche il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola, ha comunicato: “Veti superati, accordo raggiunto al Consiglio europeo. Si conferma la condizionalità sullo stato di diritto. Adesso acceleriamo ancora di più perché le risorse del bilancio pluriennale e del Next Generation EU diventino progetti per cambiare e far ripartire Italia ed Europa”.
Finalmente, i capi di Stato e di governo dei 27 hanno superato i veti di Polonia e Ungheria e dato il via libera al piano da 1.800 miliardi di euro che l’Unione ha messo sul tavolo a luglio per fronteggiare la più gigantesca recessione economica della sua storia causata dalla pandemia di coronavirus.

Il via libera è arrivato dopo circa mezz’ora di discussione tra i leader sul contestato meccanismo di tutela dello stato di diritto. Il sistema che bloccherà i fondi Ue ai Paesi che non rispettano l’indipendenza della magistratura e dei media e che non combattono le irregolarità di bilancio come le frodi o la corruzione aveva portato un mese fa al veto di Polonia e Ungheria sull’intero pacchetto finanziario. Dopo settimane di braccio di ferro e di minacce da parte di Budapest e di Varsavia, la Germania ha messo sul tavolo una proposta di compromesso che ha messo tutti d’accordo. Così, prima della fine dell’anno, il piano Next Generation EU è arrivato, grazie alla proposta tedesca che, a quanto si apprende da fonti Ue, senza cambiamenti rispetto alla bozza circolata prima del vertice.
Il meccanismo di tutela dello stato di diritto, rivisto per venire incontro a Budapest e Varsavia, interpreta giuridicamente il testo base approvato da Consiglio e Parlamento europeo determinando la sospensione della procedura contro i Paesi nel mirino della Commissione finché la Corte di giustizia dell’Ue non si pronuncia sulla legittimità dello strumento come ha spiegato ieri una fonte dell’Ue. Una sorta di ‘questione di costituzionalità’ sollevata però a livello Ue dove la carta fondamentale sono i Trattati. La proposta della presidenza tedesca oggi accettata da Viktor Orban e Mateusz Morawiecki (i primi ministri di Ungheria e Polonia) non ha toccato una virgola dell’accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio, come ha assicurato la stessa fonte.
Ora l’attenzione si sposta proprio al Parlamento che dovrà accettare la modifica ‘interpretativa’ del testo base sul quale, almeno in teoria, i leader Ue non avrebbero competenza. Come ha ricordato anche oggi il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, il meccanismo di tutela dello stato di diritto è nato come un regolamento dei ‘co-legislatori’ Ue di Eurocamera e Consiglio. Dai parlamentari che hanno partecipato al negoziato sullo strumento di tutela del bilancio, voluto dalle istituzioni di Bruxelles da almeno due anni, ci si aspetta ora una reazione che potrebbe dare l’ok finale a quanto deciso dai leader: via allo strumento, ma dopo l’ok della Corte Ue, che normalmente ha bisogno di almeno un anno e mezzo o due anni per esprimersi. Alcuni osservatori fanno notare che si tratta del tempo di cui ha bisogno il leader magiaro Orban per arrivare alle prossime elezioni e riguadagnarsi la fiducia degli ungheresi con gli stessi metodi di Governo da “Stato illiberale” come da lui stesso rivendicato in più occasioni.
L’eurodeputato dei Verdi, Rasmus Andresen, tra i negoziatori per l’Eurocamera sullo stato di diritto, ha scritto su Twitter: “Le dichiarazioni politiche (dei leader) non hanno molto peso. La Commissione europea dovrà applicare la legge dal 1 gennaio, ha avvertito l’ecologista. Il dibattito sul compromesso tedesco, che certamente scontenta una parte del Parlamento, si sposterà dall’agorà digitale all’Aula parlamentare la prossima settimana quando è atteso il passaggio del testo. Poi partirà la corsa alle ratifiche nazionali al termine delle quali il piano Next Generation EU, come auspicato da tanti, vedrà la luce”.

Il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, ha annunciato: “I capi di Stato e di governo dell’Ue hanno raggiunto un accordo anche sull’emissione dei gas serra. Dopo una notte intera di discussioni a Bruxelles sull’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra dell’Ue del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, rispetto all’attuale target del -40%”.
La presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, ha osservato: “L’accordo ci mette chiaramente sulla strada per raggiungere la neutralità climatica al 2050”.
Le decisioni adottate dal Consiglio Ue hanno assunto un valore di grande importanza storica. Soprattutto per il governo italiano si aprono grandi prospettive di cambiamento e di sviluppo del Paese, ma non mancano le preoccupazioni sulla capacità e credibilità di progettare un futuro che possa garantire serenità ai giovani ed alle generazioni future.
Inoltre, la farraginosità dei meccanismi Ue, non sono rispondenti alla necessità di un governo efficiente ed efficace dell’Unione europea, nonostante le abilità messe in atto da politici come la Merkel. E’ evidente invece che bisogna proseguire il percorso di stesura della Carta costituzionale dell’Unione europea per arrivare al più presto alla nascita dell’Europa-nazione già permeata nel tempo dagli stessi movimenti culturali.

 

Salvatore Rondello

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