martedì, 18 Maggio, 2021

Libano. Macron detta le condizioni per gli aiuti

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Forse la sua popolarità in Francia ha attraversato periodi migliori ma Emmanuel Macron non perde occasione per rilanciarsi pronunciando discorsi che rafforzano la sua figura di leader europeo e mondiale. In due occasioni il Presidente francese si è espresso con parole non formali che incideranno sulla Storia e sugli avvenimenti futuri. Il primo lo ha fatto a Beirut nel corso della sua seconda visita dopo il terribile scoppio che ha provocato centinaia di vittime e devastazioni (Macron era stato il primo leader europeo a recarsi nella capitale libanese dopo i tragici fatti). Martedì scorso il Premier francese è stato chiaro, ribadendo i tradizionali e storici legami di amicizia con il popolo libanese ma collegando gli aiuti economici a un reale cambiamento della politica e a una stagione di riforme. “Senza di essi e se non di fermerà la corruzione -ha detto- gli aiuti verranno ritirati e saranno comminate sanzioni alla classe dirigente libanese”. Non di era mai visto un intervento straniero in Libano, così determinato. Le parole di Macron sono risultate una sferzata positiva e hanno raggiunto già un primo risultato. Il giorno dopo infatti Mustafà Adib, ex ambasciatore in Germania, incaricato come Premier e votato da 90 parlamentari su 112, ha annunciato che formerà a tempo di record un Governo tecnico e i principali partiti (Futuro del leader sunnita Hann, i cristiani maroniti del Presidente della Repubblica Aoun e gli stessi Hezbollah) si sono pronunciati a favore della sua proposta politica. Macron ha dimostrato in una situazione difficile di essere il punto di riferimento degli sforzi per il rilancio economico del Libano. Ma il Presidente francese, il 4 settembre, nel corso delle celebrazioni per la proclamazione della Repubblica, al Pantheon di Parigi, ha saputo, con le sue parole, rinforzare l’ amore dei francesi per la Patria e la libertà. Dopo aver ricordato i 150 dalla rivoluzione ha affermato che essere francese è prima di tutto “amare appassionatamente la libertà” in tutte le sue forme da quella del diritto di voto alla libertà di coscienza e alla laicità che garantisce la libertà di credere e di non credere. “Una libertà – ha sottolineato – che deve essere sicuramente di espressione ma che può arrivare fino alla blasfemia” . In ciò intervenendo sulle polemiche che avevano investito la ripubblicazione delle vignette di Maometto da parte di Charlie Hebdo. Macron ha inoltre pronunciato parole assai dure contro il separatismo islamista concludendo che in Francia non ci sarà mai posto per coloro che in nome di un Dio o con l’aiuto di potenze straniere vogliono imporre la legge di un gruppo. Sul piano internazionale e su quello interno Emmanuel Macron è indubbiamente riuscito a recuperare una credibilità un po’ appannata facendo presagire un ulteriore protagonismi per il prossimo futuro.

Alessandro Perelli

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