domenica, 28 Novembre, 2021

Libia, a dicembre le elezioni presidenziali

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Emmanuel Macron si è speso con grande tenacia per organizzare la Conferenza internazionale sulla Libia che si è aperta venerdì 12 novembre a Parigi, nel centro congressi de la Maison de la Chimie, non lontano dall’ Eliseo. A rappresentare i Paesi ai quali era stata affidata la Presidenza, Francia, Italia, Germania e Libia, vi erano i massimi esponenti politici e istituzionali: oltre al Presidente francese, Mario Draghi, Angela Merkel e Abdulhamib Dabaiba capo del Governo libico. Ma alla conferenza era presente anche la Vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris. Inoltre per la prima volta oltre ai Paesi dell’Africa mediterranea erano stati invitati i rappresentanti di Stati confinanti con la Libia come Ciad e Niger, così come di Stati non coinvolti precedentemente come il Marocco. In questo importante contesto le uniche assenze erano state quelle del Presidente turco Erdogan, a causa della presenza della Grecia, che però aveva fatto arrivare il vice Ministro degli Esteri e del Presidente dell’Algeria Tebboune, in piena crisi diplomatica con Parigi. Il primo importante risultato della riunione, ribadito dalla conferenza stampa finale è stata la conferma che il 24 dicembre si terranno in Libia le elezioni per il primo turno delle presidenziali, il cui secondo turno sarà tenuto subito dopo in concomitanza con le elezioni parlamentari. Si darà così compimento alle intese delicate dell’accordo per il cessate il fuoco del 23 ottobre 2020. Una conferma non scontata viste le divisioni tuttora permanenti tra le due fazioni principali sostenute da Turchia e Russia e le varie tribù che compongono l’articolato panorama del Paese. Il documento finale si occupa anche del ritiro dei mercenari stranieri come previsto dall’azione della Commissione militare congiunta. Un primo risultato, grazie alla collaborazione del Ciad, sarà l’allontanamento dal territorio libico di trecento mercenari nei prossimi giorni. Un altro risultato raggiunto sarà la riunificazione effettiva della Banca Centrale libica, elemento essenziale per ridare dinamicità e efficienza a uno strumento essenziale per la ripresa economica. Non è mancato un accenno alla collaborazione sul problema della crisi migratoria con un impegno più preciso di Tripoli alla sorveglianza sugli imbarchi di clandestini verso le coste europee. Ma soprattutto si è concordato l’impegno a fare svolgere la prova elettorale nelle migliori condizioni di tranquillità , visto che in essa saranno impegnati candidati provenienti dalle parti che fino un anno fa si scontravano con le armi. In Libia è già iniziato il deposito delle candidature che continuerà fino al 22 novembre. E su questo sono già iniziate le polemiche sull’interpretazione della legge elettorale promulgata dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk. La presenza tra i candidati del generale Haftar non piace alla Turchia e di riflesso al Premier Dabaiba, appena reduce da un viaggio a Ankara. L’impressione è che aldilà della supervisione internazionale che dalla Conferenza di Parigi ha avuto ampia legittimazione, dietro le quinte continuino a muoversi gli interessi economici di Russia e Turchia e la loro determinazione a spartirsi le sorti di un Paese, la Libia che invece avrebbe bisogno di riprendere autonomamente il percorso non facile di ricomposizione e di rilancio socio economico.

 

Alessandro Perelli

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