mercoledì, 16 Giugno, 2021

L’Inps segnala tentavi di truffa alle aziende e ai contribuenti

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Congedi genitori 2021 dipendenti privati
ATTIVA LA PROCEDURA ONLINE

Dal 29 aprile scorso è attiva la procedura per la compilazione e l’invio online delle domande relative al Congedo 2021 per genitori, introdotto dal decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, in favore dei genitori lavoratori dipendenti del settore privato per figli conviventi minori di 14 anni o con disabilità grave.
Lo ha recentemente comunicato l’Ente di previdenza con il proprio messaggio interno del 29 aprile scorso, n. 1752. L’Istituto, in precedenza, ha già fornito, con la circolare Inps del 14 aprile 2021, n. 63, le istruzioni amministrative e operative per la fruizione del congedo.
Il congedo è previsto per il periodo corrispondente alla durata dell’infezione da Covid-19 dei figli, al periodo di quarantena, di sospensione dell’attività didattica in presenza o di chiusura dei centri diurni assistenziali.
La domanda di Congedo 2021 per genitori deve essere presentata unicamente in modalità telematica attraverso uno dei seguenti canali:
tramite i servizi offerti dall’Istituto per presentare le domande di “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”, accedendo con le proprie credenziali;
Contattando telefonicamente il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164 164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
mediante gli Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
Al riguardo si ricorda che è possibile convertire nel Congedo 2021 per genitori, gli eventuali periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti dal 1° gennaio al 12 marzo del corrente anno. E, possono essere parimenti convertiti, inoltre, attraverso la procedura online, anche i periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti dall’entrata in vigore della norma (decreto-legge 13/2021) fino al 28 aprile 2021, giorno antecedente la data di rilascio della procedura di domanda telematica.

 

Brexit
I LAVORATORI DISTACCATI E L’ESERCIZIO DI ATTIVITA’ IN PIU’ STATI

La pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 31 dicembre 2020, dell’accordo sulla cooperazione tra l’Unione europea (Ue) e la Comunità europea dell’energia atomica, da una parte, e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dall’altra (Tca), regolamenta, per il periodo dal 1° gennaio 2021, le condizioni per gli scambi di merci e servizi e per un’ampia gamma di altri settori, tra i quali quello della sicurezza sociale.
Con la circolare Inps del 27 aprile scorso, n. 71, l’Istituto fornisce indicazioni relativamente alla legislazione applicabile nelle fattispecie del distacco e dell’esercizio di attività in due o più Stati.
In deroga transitoria alle disposizioni generali, per i lavoratori che svolgono l’attività lavorativa in uno Stato diverso da quello in cui ha sede il proprio datore di lavoro (lavoratori dipendenti) o di abituale esercizio dell’attività lavorativa (lavoratori autonomi) è prevista la possibilità di restare assoggettati alla legislazione dello Stato di invio per un periodo non superiore a 24 mesi.
Vengono pertanto esaminate le situazioni di distacco rientranti nell’ambito di applicazione dell’accordo di recesso, la validità delle certificazioni emesse per periodi di distacco con data finale successiva al 31 dicembre 2020, la possibilità di proroga del periodo di distacco con le relative eccezioni.

 

Tramite Phishing
TENTAVI DI TRUFFA ALLE AZIENDE E AI CONTRIBUENTI

L’Inps segnala che sono in corso nuovi tentativi di truffa tramite email di phishing che, sfruttando comunicazioni in apparenza da parte dell’Istituto, invitano a scaricare bollettini di versamento precompilati o link cliccabili per ricevere il rimborso dei contributi versati in eccesso.
In questo caso viene utilizzato l’indirizzo email DCBilancio@inps.it, che corrisponde a una casella di posta elettronica effettivamente in uso.
L’Ente di previdenza invita pertanto le aziende e i contribuenti a diffidare di comunicazioni che propongano di scaricare eventuali allegati, in quanto sono finalizzate a sottrarre fraudolentemente dati anagrafici oppure dati relativi a conti correnti o a carte di credito.
Giova opportunamente ricordare, al riguardo, che le informazioni sulla propria posizione contributiva sono consultabili accedendo direttamente al sito Inps e che l’Istituto, per motivi di sicurezza, non invia mai comunicazioni di posta elettronica contenenti allegati da scaricare o link cliccabili. In ogni caso e per ogni necessità di assistenza è possibile contattare le sedi Inps.

 

Cos’è il phishing

Tra le truffe più diffuse e insidiose, il phishing è un tipo di frode informatica che mira al furto dei dati sensibili.
Numerose le segnalazioni dell’Inps agli utenti su questo fronte: una delle modalità riscontrate, in particolare, è l’invio di false email che invitano ad aggiornare i propri dati personali o le proprie coordinate bancarie, tramite un link cliccabile, per ricevere l’accredito di fantomatici pagamenti e rimborsi da parte dell’Istituto. In alcuni casi il link apre una falsa pagina dei servizi Inps.
Sono stati segnalati, inoltre, anche tentativi di truffa tramite email che invitano a scaricare bollettini di versamento precompilati o link cliccabili per ricevere il rimborso di contributi versati in eccesso. Bisogna sempre diffidare di queste comunicazioni in quanto l’istituto, per motivi di sicurezza, non invia mai messaggi di posta elettronica contenenti allegati da scaricare o link cliccabili.
I tentativi fraudolenti si sono verificati anche durante l’emergenza Covid-19, un’ulteriore occasione per provare a truffare gli utenti interessati alle prestazioni e ai servizi erogati dall’Ente di previdenza per fronteggiare la crisi dovuta alla pandemia.
Ne è un esempio il caso delle email di phishing finalizzate a sottrarre i dati della carta di credito con la falsa motivazione del pagamento del Bonus 600 euro o di altre indennità Covid-19.
Non solo email, purtroppo,. È necessario fare attenzione anche agli Sms che inducono ad aprire un link per aggiornare la propria domanda Covid-19 e a installare un’app malevola. Questi Sms non sono inviati dall’Inps.
E sempre a proposito di emergenza Coronavirus e bonus Inps, l’Istituto ha smentito la notizia circolata recentemente su un fantomatico nuovo bonus, chiarendo che gli unici benefici attualmente concessi sono quelli già previsti dalle norme.

 

I dati Inps sulle
PENSIONI DECORRENTI NEL 2020 E NEI PRIMI 3 MESI DEL 2021

È stato recentemente pubblicato l’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2020 e nei primi tre mesi del 2021.Il monitoraggio riguarda i trattamenti liquidati, fino al 2 aprile 2021, dalle seguenti gestioni:
Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD);
coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
artigiani e commercianti;
Gestione Dipendenti Pubblici (GDP);
lavoratori parasubordinati;
assegni sociali.
I dati – si sottolinea – subiranno tuttavia delle variazioni a seguito della futura liquidazione di tutti i trattamenti con decorrenza anteriore al 31 marzo 2021 dovuta allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.
Per il 2021 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità contributiva per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2020.
In particolare l’età di accesso alla pensione di vecchiaia è di 67 anni, per entrambi i sessi e i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi.
L’anzianità contributiva per quella anticipata è di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, indipendentemente dall’età. Si fa presente che esistono tuttavia ulteriori possibilità di uscita anticipata dal lavoro, Quota 100, l’Opzione donna (prorogata dalla legge a tutte le lavoratrici che abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2020) e i canali di uscita più favorevoli per i lavoratori precoci e per gli addetti a mansioni gravose e a lavori usuranti.
Con riferimento al Fondo Pensioni Lavoratori dipendenti, nel primo trimestre del 2021 si registra un numero di liquidazioni di pensioni di vecchiaia e anticipate in linea con il corrispondente valore del 2020, anche se la numerosità è leggermente inferiore. Questa lieve difformità si suppone verrà colmata con lo smaltimento delle giacenze di pertinenza del primo trimestre nei mesi successivi.
Situazione simile si osserva nelle principali gestioni dei lavoratori autonomi e nella Gestione Dipendenti Pubblici, con differenze più accentuate che arrivano per il settore pubblico quasi al 40% in meno di pensioni liquidate nel primo trimestre rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente. Tali discrepanze non si riscontrano per gli assegni sociali. Dall’analisi degli indicatori statistici si osserva infine che:
il rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia nel primo trimestre 2021 si discosta di tre punti percentuali in confronto a quello dell’intero 2020, con una leggera diminuzione del rapporto in tutte le gestioni, causato dall’azione congiunta del decremento costante nel tempo delle pensioni di invalidità e dei rallentamenti degli accertamenti sanitari per la situazione pandemica;
le pensioni anticipate rispetto a quelle di vecchiaia, che nel 2020 arrivavano al 47% in più per il totale delle gestioni, guadagnano ancora 10 punti percentuali nel primo trimestre 2021 raggiungendo il 57% in più in confronto a quelle di vecchiaia. L’Inps fa presente al riguardo che nell’indicatore vengono considerate le pensioni di vecchiaia al netto delle pensioni/assegni sociali, esaminati invece nella somma delle pensioni di vecchiaia di tutte le gestioni;
la percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili presenta, rispetto al 2020, un valore inferiore di 4 punti passando da 122 a 118 con una forte mascolinizzazione delle pensioni liquidate nel primo trimestre 2021 nella Gestione Dipendenti Pubblici, in cui l’indicatore passa da 159 pensioni femminili su 100 maschili a 114; a livello territoriale il peso percentuale delle pensioni liquidate a residenti nel Nord Italia resta sostanzialmente il medesimo (48% nel 2020 e 50% nel primo trimestre del 2020).

 

Carlo Pareto

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