domenica, 9 Maggio, 2021

Nino Oddo
il giudizio della storia e la democrazia bloccata

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L’anniversario del congresso di Livorno ha rimesso al centro del dibattito politico italiano la contrapposizione storica tra socialisti e comunisti, ed è emerso come il giudizio che la storia ha dato sul “comunismo russo” non sia stato digerito dai superstiti del PCI tuttora in campo.

Nessuno che dice “avevamo torto”, eppure se la sinistra italiana fosse rimasta unita sulle posizione socialiste e riformiste di Turati la storia di questo nostro Paese sarebbe stata diversa. Basti ricordare come la presenza di un forte partito comunista in Italia ha, di fatto, impedito di vivere esperienze di governo quali quelle della socialdemocrazia tedesca, svedese o del laburismo inglese.

Quello di D’Alema, Occhetto ed altri è il tentativo disperato di salvare, anche storicamente, la vicenda di un gruppo dirigente che al comunismo aveva dedicato gli anni migliori della propria vita.

Al PCI, per essere chiari, hanno partecipato personalità eccellenti, e sui territori tantissimi comunisti hanno scritto belle pagine di storia, sia politica che sindacale. Viceversa, nel PSI, tanti dirigenti si sono macchiati di errori. Nessuno lo nasconde.

 

Tutto ciò, però, non cambia i termini della questione storica. Confutare la verità, che annovera il comunismo fra le grandi tragedie europee del 900 insieme al fascismo e al nazismo, è un’operazione impraticabile. Il PCI, seppure all’italiana, è stato collegato a “quel” comunismo per almeno 60 anni…troppi per non rimanere nel DNA.

 

Nino Oddo

Vice Segretario Nazionale PSI

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