mercoledì, 19 Maggio, 2021

LO SCOSTAMENTO

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Via libera del Consiglio dei ministri al Documento di economia e finanza (Def) e allo scostamento di bilancio da 40 mld per finanziare il prossimo decreto che si concentrerà sui ristori e la liquidità delle imprese. Questo ulteriore indebitamento di 40 miliardi, che si aggiunge ai 140mld di extra deficit già stanziati in un anno di pandemia, determina una impennata del deficit che quest’anno viene posto all’11,8%. La stima del Pil per il 2021 si attesta al 4,5% .

 

Crescita del Pil a 4,5%

“Nel 2021 la crescita del PIL programmatico arriverà al 4,5%. Nel 2022 il PIL crescerà del 4,8%, per poi crescere del 2,6% nel 2023 e dell’1,8% nel 2024 – tassi di incremento mai sperimentati nell’ultimo decennio. Il rapporto deficit/PIL è stimato all’11,8% nel 2021, un livello molto elevato dovuto alle misure di sostegno all’economia e alla caduta del PIL. Il rapporto deficit/PIL scenderà al 5,9% nel 2022, al 4,3% nel 2023 e al 3,4% nel 2024. A partire dal 2025, il rapporto deficit/PIL tornerà a scendere sotto il 3%. Il rapporto debito/PIL è stimato al 159,8% nel 2021, per poi diminuire al 156,3% nel 2022, al 155% nel 2023 e al 152,7% nel 2024”, illustra Palazzo Chigi.

 

Franco: entro la fine di aprile il decreto aiuti alle imprese

Nella bozza del Def, il ministro Franco annuncia che il decreto di aiuti alle imprese vedrà la luce “entro la fine di aprile. La prima esigenza che il governo ha avvertito, e ancora avverte – spiega Franco – è di continuare a sostenere l’economia con grande determinazione, compensando anzitutto i lavoratori e le imprese più danneggiati dalle misure sanitarie che si sono rese necessarie. Ciò non solo per ragioni di doverosa solidarietà e coesione sociale, ma anche per evitare che la chiusura definitiva di posizioni lavorative e di aziende che in condizioni normali sarebbero in grado di stare sul mercato abbassi il Pil potenziale del Paese”.
Il nuovo decreto, assicura il ministro, avrà come “destinatario principale i lavoratori autonomi e le imprese e concentrerà le risorse sul rafforzamento della resilienza delle aziende più impattate dalle chiusure, la disponibilità di credito e la patrimonializzazione. Si darà la priorità alla celerità degli interventi, pur salvaguardandone l’equità e l’efficacia”

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