martedì, 19 Ottobre, 2021

L’Onu alle prese con clima, Afghanistan e sottomarini

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Ieri, a New York, la 76ma Assemblea generale delle Nazioni Unite è iniziata con il dibattito sul clima. Tuttavia, i lavori sono segnati dalla crisi aperta con la partner-ship sui sottomarini tra Washington, Londra e Canberra che ha escluso la Francia.
In sette giorni di colloqui e confronto tra gli Stati membri dell’Onu, si discuterà di clima dei nuovi assetti politico-strategici, di Cina, di crisi umanitarie, di covid, Afganistan. Ma a creare particolare tensione  è il recente accordo Aukus tra Stati Uniti, Australia e Regno Unito che ha creato malumore in Francia. La nuova partnership sui sottomarini è al centro dei colloqui tra i Paesi europei.
Il tema è stato discusso lunedì dai ministri degli Esteri dell’Ue in una riunione informale a New York, presieduta dall’Alto rappresentante degli affari esteri dell’Unione, Josep Borrell. Si è trattato della prima opportunità per parlare delle implicazioni dell’accordo, dopo che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha giudicato inaccettabile il trattamento riservato alla Francia nell’ambito del patto di sicurezza.
All’Assemblea debutta il presidente degli Usa, Joe Biden. Per tendere la mano al Vecchio Continente, la Casa Bianca ha confermato la decisione, dopo più di un anno e mezzo, di riaprire le frontiere a partire dagli inizi di novembre ai viaggiatori europei completamente vaccinati.
Di fronte alle crescenti tensioni con gli Stati Uniti, il presidente cinese Xi Jinping ha deciso di smorzare i toni.
In un discorso registrato nel giorno di apertura della 76.ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il leader cinese ha voluto sottolineare il multilateralismo della Cina.
Ai leader mondiali presenti a New York, al Palazzo di Vetro, Xi Jinping ha lanciato un messaggio di distensione e di collaborazione.
Xi Jinping (68 anni), presidente della Cina, ha detto: “Le differenze e i problemi tra i paesi devono essere gestiti attraverso il dialogo e la cooperazione sulla base dell’uguaglianza e del rispetto reciproco. Il successo di un paese non deve significare il fallimento di un altro paese. E il mondo è abbastanza grande per accogliere lo sviluppo comune e il progresso di tutti i paesi. Dobbiamo perseguire il dialogo e l’inclusione, piuttosto che il confronto e l’esclusione. La Cina non farà invasioni e non cercherà egemonia, la Cina non invaderà mai, o farà mai il prepotente con altri”.
Le dichiarazioni, per certi aspetti sorprendenti, di Xi Jinping sono arrivate dopo che il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, aveva ribadito di non avere alcuna intenzione di iniziare una nuova guerra fredda.
Joe Biden, 78 anni, Presidente degli Stati Uniti, ha detto: “Difenderemo i nostri alleati e i nostri amici e ci opporremo ai tentativi dei paesi più forti di dominare quelli più deboli, sia attraverso la modifica del territorio con la forza, la coercizione economica, lo sfruttamento tecnologico o la disinformazione. Ma non stiamo cercando, lo ripeto forte e chiaro… Non stiamo cercando una nuova guerra fredda o un mondo diviso in blocchi rigidi”.
Biden ha altresì annunciato che gli Stati Uniti raddoppieranno il loro impegno finanziario per il clima entro il 2024.
Il presidente statunitense ha anche annunciato: “Torneremo all’accordo nucleare del 2015 se l’Iran fa lo stesso”.
Quanto alla tensione con la Francia ma anche alla sorpresa dell’Ue con l’alleanza con Australia e Cina, il presidente ha rassicurato : “L’Ue è un nostro partner fondamentale per affrontare le sfide su clima e sicurezza. Gli Usa sono tornati al tavolo, di nuovo impegnati con l’Ue”.
Nel suo discorso Biden ha assicurato: “Gli Usa difenderanno gli alleati. La cooperazione con partner e paesi amici è necessario impegno degli Usa, con l’obiettivo di arrivare a un futuro di prosperità per tutti. La sua amministrazione intende agire nell’ambito delle istituzioni multilaterali anche riguardo questa specifica regione, al centro delle tensioni con la Cina. Non possiamo riuscire da soli, dobbiamo scegliere di lavorare per un futuro migliore, senza perdere tempo”.
Il presidente Biden ha annunciato una maggiore solidarietà contro il Covid-19:  “Per combattere questa pandemia, abbiamo bisogno di un atto collettivo di scienza e volontà politica. Gli Usa hanno investito 15 miliardi di dollari nella lotta alla pandemia e spedito oltre centosessantamilioni di dosi di vaccini in 100 Paesi”.
Durante la giornata di oggi 22 settembre, il presidente americano presiederà una conferenza virtuale proprio sulla pandemia di Covid-19.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel Suo intervento, ha esortato Stati Uniti e Cina al dialogo e alla comprensione tra di loro, mettendo in guardia da un mondo sull’orlo del collasso.
Il segretario generale ha anche esortato a essere seri e agire velocemente nella lotta ai cambiamenti climatici.
Guterres, rivolgendosi ai leader riuniti per la 76.ma Assemblea generale al Palazzo di Vetro, ha sottolineato: “Passare alle economie ‘verdi’, a lavori ‘verdi’ sostenibili, mettere fine ai sussidi ai combustibili fossili, non impegnarsi in nuove centrali a carbone. Questa è  un’emergenza planetaria”.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, durante il suo discorso di apertura, ha affermato: “Le disparità nelle vaccinazioni contro il Covid nel mondo sono una oscenità. Da un lato vediamo i vaccini sviluppati in tempi record, e questo rappresenta una vittoria per la scienza e l’ingegno umano, dall’altro vediamo un trionfo rovinato dalla tragedia della mancanza di volontà politica, da egoismo e sfiducia”.
Il presidente iraniano. Ebrahim Raisi, nel suo intervento pre registrato, ha dichiarato: “Quest’anno l’America è stata attaccata sia dall’interno, con l’assalto del suo stesso popolo al Congresso, che dall’esterno, con l’espulsione delle forze americane in Afghanistan e da Capitol Hill a Kabul è stato mandato un messaggio chiaro al mondo: il sistema egemonico degli Stati Uniti non ha più credibilità né all’interno né all’esterno. Il progetto di imporre il sistema occidentale è fallito, al mondo non interessa dell’America First o dell’America is back”.
Il presidente iraniano ha aggiunto: “Favorevole ai negoziati per salvare l’accordo sul nucleare iraniano, interrotti dalla sua elezione a giugno, se l’obiettivo finale è la revoca di tutte le sanzioni oppressive. Non ci fidiamo delle promesse del governo americano, che si è ritirato dall’accordo sotto la presidenza di Donald Trump e ora vuole tornarci sotto la guida di Joe Biden”.
I talebani hanno chiesto di parlare ai leader mondiali alle Nazioni Unite a New York questa settimana e hanno nominato il loro portavoce con sede a Doha, Suhail Shaheen, come ambasciatore nelle Nazioni Unite dell’Afghanistan.
Il ministro degli Esteri talebano Amir Khan Muttaqi ha presentato ieri la richiesta in una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Muttaqi ha chiesto di parlare durante la riunione annuale ad alto livello dell’Assemblea generale, che si concluderà lunedì prossimo.
Il ministro degli Esteri italiano, in un incontro con la stampa, ha detto: “Vedere come nei paesi sviluppati si stia parlando di terza e quarta dose di vaccino, mentre solo il 2% della popolazione africana è vaccinata, è un tema che ci deve interrogare, ci deve stimolare ad aumentare i progetti delle Nazioni Unite per accelerare le campagne vaccinali nei paesi in cui ci sono più difficoltà”.
Durante il discorso di apertura dell’Assemblea. Guterres ha bacchettato i paesi ricchi sulla scarsa solidarietà dimostrata verso i paesi più in difficoltà durante la pandemia. Di Maio ha voluto richiamare alla responsabilità tutti i Paesi, soprattutto quelli sedi di case farmaceutiche che dovrebbero fornire ai programmi sponsorizzati dall’Onu, come CoVax, un numero adeguato di vaccini. Il ministro degli Esteri ha delineato i principali fronti su cui sarà impegnata l’Italia durante l’Assemblea: assicurare lo svolgimento democratico delle elezioni in Libia e impedire il proliferare del terrorismo nell’area del Sahel; preparare il terreno al G20 dei capi di Stato e di Governo sull’Afghanistan; lavorare con il gruppo “Uniting for consensus” per una riforma del Consiglio di sicurezza, verso una direzione più inclusiva soprattutto quando si prendono decisioni che hanno un impatto internazionale. L’altro fronte che ha visto l’Italia in prima linea è stato quello dell’istruzione per le donne e le ragazze afgane. Di Maio ha delineato un piano in tre punti dove si chiede che il rispetto dei diritti delle donne sia un requisito per garantire gli aiuti umanitari al Paese. Il ministro, commentando il discorso del presidente americano Joe Biden ha richiamato ad una riforma del sistema di difesa e di sicurezza dell’Ue, soprattutto dopo il caso Aukus che ha visto stringere un’alleanza tra Usa, Australia e Regno Unito a difesa della regione dell’Indo-pacifico. In tal senso ha detto: “Credo che sia ampiamente superato il meccanismo per cui per prendere una decisione di politica estera o di politica di difesa europea dobbiamo avere un’unanimità a 27. Non è un meccanismo decisionale attuale. Una maggioranza qualificata di 2/3  potrebbe decidere la linea di politica estera dell’Ue e quindi anche di Difesa”.
Dalla settantaseiesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite emergono nuove dinamiche per un cambiamento nella geopolitica. L’importante è agire per migliorare ed estendere il benessere globale dell’umanità, fatto anche di solidarietà e rispetto. In tal senso, non si possono nemmeno trascurare l’inquinamento elettromagnetico e la gestione degli spazi orbitali per i satelliti.

 

Salvatore Rondello

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