venerdì, 16 Aprile, 2021

Luca Fantò
Il contributo del Psi su lavoro, giustizia, scuola

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Tutti quanti speriamo di essere finalmente alla vigilia della formazione di un nuovo governo. Un governo che, grazie al Presidente Mattarella, al nome da egli indicato e ai fondi concessi dall’Europa, sia in grado di riformare alla base il “Sistema Italia”.

In questo processo il contributo che i socialisti possono dare dovrebbe concentrarsi sui temi del lavoro, della giustizia e dell’istruzione pubblica. I temi a noi più cari.

Dopo trent’anni di infausti interventi di riforma della scuola pubblica, trascorso oltre un anno in cui il Ministero ha dimostrato scarsa autorevolezza, è il momento di agire per restituire forza e dignità all’istruzione pubblica, di fare in modo che essa torni ad essere strumento efficace di uguaglianza e libertà.

Partendo dall’assunto che solo la scuola può offrire a tutti i giovani le opportunità per realizzare il proprio percorso di vita concorrendo “al progresso materiale o spirituale della società” (art. 4 della Costituzione), il PSI, che ha alla base del suo esistere i valori dell’uguaglianza e della libertà che si concretizzano nella solidarietà e nella giustizia sociale, deve ribadire con forza e convinzione la centralità del tema istruzione.

Poichè sono le pari opportunità che riteniamo giusto vengano date ai nostri cittadini, è inevitabile ripartire dalla scuola pubblica.

Dobbiamo continuare a batterci per la stabilizzazione del precariato e la continuità didattica, per l’eliminazione delle classi “pollaio” e della dispersione scolastica, per concorsi trasparenti e con cadenza regolare, per riformare i cicli e gli organi collegiali in senso realmente democratico, dobbiamo pretendere la sburocratizzazione dell’insegnamento che è la “garrota” culturale della scuola pubblica italiana.

La scuola pubblica italiana deve tornare ad essere crogiolo di saperi ed esperienze in cui dar forma agli strumenti culturali che permettano ai nostri giovani di essere soggetti attivi e dialoganti nella società futura e non esecutori obbedienti al servizio di un’economia troppo attenta al profitto.

Alla vigilia della formazione di un nuovo governo che speriamo possa traghettare l’Italia e anche la politica italiana nel terzo millennio, il PSI non può tirarsi indietro né essere messo ma deve essere parte attiva nella ricostruzione morale, politica e sociale del nostro Paese.

 

Luca Fantò

Referente PSI scuola, università e ricerca

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