mercoledì, 1 Dicembre, 2021

L’ULTIMA RISERVA

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Mario Draghi ha accettato l’incarico del Presidente Mattarella, ma con riserva. “Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e con essa la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all’appello del presidente della repubblica”, dice l’ex Presidente della BCE che anche ricordato gli obiettivi del suo mandato:
“Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai cittadini, rilanciare il Paese sono le sfide che abbiamo di fronte. Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell’Ue, abbiamo la possibilità” di operare “con uno sguardo attento alle future generazioni e alla coesione sociale”.

Dopo il suo discorso il presidente incaricato Draghi ha quindi lasciato il Quirinale per dirigersi prima alla Camera, poi al Senato per comunicazioni ai rispettivi presidenti.

 

“In un momento delicato per il Paese, con le difficoltà economiche e sociali che sono note a tutti – ha commentato il Segretario del Psi Enzo Maraio sulla sua pagina Facebook –  il Capo dello Stato è fondamentale ed imprescindibile punto di sintesi. La saggezza del Presidente Sergio Mattarella è, ancora una volta, il punto di partenza per il Paese. Tocca ora alle forze politiche essere all’altezza”.  “Il professore Mario Draghi – ha aggiunto Maraio – ha profilo di grande qualità, è apprezzato nel Paese e nel contesto internazionale. I socialisti lo ascolteranno, daranno utili indicazioni e saranno, come sempre, pronti a dare una mano a chi intende lavorare per il bene dell’Italia. Davanti a noi la gestione della emergenza pandemia e la necessità di dare segnali concreti a famiglie ed imprese in difficoltà. Su questi temi ci confronteremo non rinunciando mai al primato della politica”.

 

Per il Senatore del Psi Riccardo Nencini “gli italiani vogliono sapere se esiste un progetto concreto per uscire quanto prima dall’emergenza sanitaria ed economica. Vogliono che i loro figli tornino a scuola. Draghi ha l’autorevolezza per gestire Ricovery Plan e vaccinazione di massa l. È credibile nelle istituzioni europee, decisive per affrontare entrambi i problemi, è credibile nell’ambiente internazionale. Siccome la pandemia ha generato nuove disuguaglianze, dovremo pretendere una forte dose di riformismo umanitario per sanare le ferite. Questa è la priorità”.

 

Adesso la palla è in mano ai gruppi parlamentari, e nonostante apparisse più semplice, le trattative sono più complicate di quanto si pensasse. Già ieri sera il reggente del Movimento Cinque Stelle, Vito Crimi, ha fatto sapere che non ci sarà il sostegno a Mario Draghi e se qualcuno pensava a una spaccatura a dare esito incerto contribuisce il Guru del Movimento, Beppe Grillo, che annuncia “siamo leali a Conte non a Draghi”.
Ancora più incertezza sul centrosinistra: il Pd, inizialmente favorevole, ora fa sapere che valuterà con Nicola Zingaretti, che sostiene: “Con Draghi inizia una fase nuova, siamo pronti a contribuire con le nostre idee a questa sfida. Nelle prossime ore chiederà un incontro con M5S e Leu”. Questo perchè, spiega il il vicesegretario dem Andrea Orlando “in Senato pesiamo per l’11 per cento, il Pd dovrà ragionare su cosa fare anche in relazione a cosa faranno gli altri”. Leu, per ora, non ha preso posizione.
A Destra invece si opta per andare alle urne, eccetto Forza Italia che sarebbe tra i pochi che voteranno certamente la fiducia al nuovo presidente.

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