domenica, 26 Settembre, 2021

M5S, LA GAMBARO A GIUDIZIO, IL MOVIMENTO A RISCHIO SCISSIONE E GRILLO DA’ ANCORA LA COLPA ALLA STAMPA

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GAMBARO-M5s

Il giorno del giudizio è arrivato. Oggi si deciderà se espellere o meno la “dissidente” senatrice Adele Gambaro, l’ennesima prova di forza con un onorevole cinque stelle che ha avuto l’ardire di pensare con la propria testa e dire chiaro e tondo che la linea politica dettata da Grillo non funziona, anzi che Grillo non funziona e che, peggio ancora, è lui il vero responsabile del flop clamoroso del Movimento alle amministrative.  C’è aria di bufera in casa cinque stelle e alla rabbia si aggiunge anche il timore che con l’ennesima espulsione “finisca un sogno che coltiviamo da anni”. Perché oltre a quella della Gambaro in gioco ci saranno anche “le scommesse di vita”, non solo politiche, di molti grillini.

IL BALLETTO TRA ‘MALPANCISTI’, CONCILIANTI E ‘POMPIERI’ – Il balletto tra giovani malpancisti alla Camera e i più concilianti “attempati” senatori è smussato, come da copione, dai ‘pompieri’ di turno, pronti a ricucire strappi: il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, invita apertamente a “stare uniti”. Insomma pericolo che il Movimento si spacchi in due sta per avverarsi, il consenso è drammaticamente calato e con maggiori picchi nelle regioni dove erano più forti, Grillo fiuta che il suo giocattolo rischia seriamente di andare a scatafascio e da eccelso stratega mancato “riciccia” una delle più trite exit strategy: il nemico è esterno al Movimento, il nemico sono i giornalisti. Insomma nel tentativo disperato di ricucire un gruppo ormai lacerato da problematiche non risolte e di spostare l’attenzione (dei grillini, dei cittadini e dei media) al di fuori del loro recinto la “butta in caciara” e sul suo blog pubblica una nota del gruppo del Senato dal titolo “La stampa fa schifo”.

“LA STAMPA FA SCHIFO” – I senatori che oggi voteranno l’espulsione della Gambaro  accusano i giornalisti di aver dato voce e sfogo ai dissidenti. Forse i grillini con il “vizietto dell’epurazione” vorrebbero che la stessa stampa da loro screditata quotidianamente chiudesse un occhio sul dibattito politico, anche il più acceso, in casa cinque stelle. Poi la nota passa alle smentite di rito: smentisce che vi siano 12 senatori pronti “ad andar via”. Sono gli stessi interessati a garantire che non hanno alcuna intenzione di lasciare il M5S, diversamente da quanto riportato da alcuni articoli. La smentita dei senatori, alcuni da tempo indicati come “dissidenti”.

LA CAMPAGNA ACQUISTI E’ APERTA – Il secondo “nemico” sono quelle “persone esterne al M5S” che il capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti, venerdì ha definito responsabili di una operazione di “compravendita morale e politica”. Nelle discussioni interne si farebbero i nomi: l’ex Giovanni Favia, Sonia Alfano, Luigi de Magistris, l’ex pm Antonio Ingroia (quest’ultimo invita apertamente “i dissidenti a fare gruppo insieme”). Nomi che hanno una radice comune: di sinistra e, nel caso della Alfano e di Ingroia, siciliani. I cinque stelle temono un assalto di Pd e Sel ai senatori dissidenti. Più difficile la strada che porta al Pd (per molti significherebbe passare alla maggioranza e tradire il mandato “mai con il Pdl e il Pd-L”); nel secondo caso, invece, questo ostacolo sarebbe rimosso perché la pattuglia parlamentare di Nichi Vendola é alla opposizione. Inoltre, M5S e Sel conducono battaglie politiche in comune: il no alla Tav (all’ultima manifestazione in Val Susa hanno sfilato insieme) e il no ai caccia F35 (hanno lavorato ad una mozione comune). Da sottolineare, infine, che al Senato Sel non ha un gruppo proprio ma ha nove parlamentari in quello Misto.

TONI DURI ALLA CAMERA E VENTURINO CI RIPROVA – Diversa, però, la musica alla Camera, dove tra l’altro le accuse di scouting non avrebbero senso in quanto il Pd ha già la maggioranza. I deputati non hanno intenzione di “perdonare” i dissidenti. Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, riferendosi al voto sulla Gambaro parla di “prova di lealtà” ed invita a stanare “i traditori”; la deputata Vega Colonnese sottolinea la concomitanza tra polemiche e “restituzione della diaria”; il capogruppo Nuti chiama in causa “i militanti sul web”. E proprio oggi su facebook è nato un gruppo dal nome più che espliciti: ‘Dissidenti M5S dimettetevi’. I ‘dissidenti’ tengono duro e provano ad allargare il numero di adesioni con il proposito di dar vita ad un nuovo gruppo per il quale hanno quasi completato lo statuto. Dalla Sicilia, intanto, si fa risentire l’espulso Antonio Venturino, vice presidente della Regione: “Non andate con il Pd – è il suo appello ai ‘ribelli’ – Aderite al mio movimento”.

Lucio Filipponio

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