mercoledì, 19 Maggio, 2021

Ma dove sta Leonardo?

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Leonardo é stato il genio più creativo della storia dell’umanità. Fu pittore innovativo, con tecniche create ad arte, fu scultore (anche se la sua opera mastodontica, il monumento al padre di Ludovico il Moro, non fu mai portata a compimento), ma fu anche scienziato, il primo a praticare una sorta di metodo sperimentale che diverrà legge duecento anni dopo con Galileo Galilei. Fu inventore. Creò una macchina volante, fissando a lungo il volo degli uccelli (un esperimento si svolse davvero e fece da cavia il suo amico Tomaso Masini), inventò una sorta di moderno sottomarino e disegnò un palombaro, intuì una specie di legge gravitazionale in fieri, che poi Newton spiegherà 250 anni dopo, immaginando che le stelle si sostenessero le une alle altre. E, tanto per citarne altre, inventò l’attuale bicicletta, l’elicottero (un modello del quale è stato realizzato nel parco del castello di Clos-Lucé), il deltaplano, il salvagente, lo scafandro, un apparecchio a ruote dentate che è stato interpretato come il primo calcolatore meccanico, un’automobile spinta da un meccanismo a molla e un telaio automatico, ricostruito dal Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano, progettò la viola organista, sfornò nuovi strumenti musicali, perfezionando la lira allora in uso. Per Ludovico il Moro e per Cesare Borgia progettò nuove macchine da guerra. Negli anni trascorsi in Vaticano ideò un uso industriale dell’energia solare mediante l’utilizzo di specchi concavi per riscaldare l’acqua. E non é tutto. Leonardo fu ingegnere e architetto. Progettò e realizzò le opere dei navigli a Milano, mentre in Francia, ove si trattenne nell’ultima parte della sua vita, al seguito di Francesco I d’Este, progettò un castello per la madre di lui e mise in campo meravigliose opere idrauliche per deviare fiumi. Ma Leonardo fu anche paleontologo e intuì che i fossili rintracciati su talune montagne fossero d’origine marina e dunque che in un’era lontana non é che ci fosse stato il diluvio universale come si credeva, ma quei monti, come verrà provato in seguito dopo ricerche scientifiche, erano fondali marittimi. E fu sofisticato studioso del corpo umano, con un’anatomia, allora davvero ai primordi, della quale egli può bene essere considerato l’inventore. Ma fu anche filosofo, scrittore. Che altro? I grandi geni dell’umanità si dividono in due gruppi. Coloro che hanno saputo elevarsi sui contemporanei e coloro che hanno superato per ingegno anche i successori. Di quest’ultima fatta era Leonardo, che la telenovela invereconda, anche se seguitissima, descrive solo come pittore, peraltro in preda a un rapporto convulsivo con una donna mai esistita e con un’accusa di omicidio mai formulata, omicidio simulato (non come quello di Cavaradossi in Tosca). Il tutto per difendere il figlio mai esistito della donna inventata. La maggior parte del tempo della telenovela é dedicata al rapporto tra Leonardo e il fantasma di lei, a un amore che non può sbocciare compiutamente per l’omosessualità di lui, alle attenzioni, alle carezze e agli abbracci che gli riserva l’affascinante donzella e chi ti fanno pensare: “Ma dai Leonardo, daglielo un colpo, fai un’eccezione e ti assicuro che non resterai deluso”. Poi l’incontro-scontro con Michelangelo. Costui pare uno dei Beatles, più Lennon che Ringo Star, alle prese con una compagnia di gaudenti fiorentini. Una squadra di sbandati stile giovani in blues jeans anni sessanta. E’ nota l’inimicizia tra i due (Michelangelo ha 23 anni in meno) e invece qui pare che la rinuncia ai dipinti della sala del Cinquecento sia concordata, anzi sia un atto di solidarietà di Buonarroti alla rinuncia di Leonardo. Poi la chiusa é davvero inusuale. Una impiccaggione sventata sul patibolo (ad un dato momento ci siamo anche rassegnati a vedere morire Leonardo con la corda ai collo) poi il finale felice come nei western americani. La madre e il figliolo che si riabbracciano dopo che il ragazzino era stato in pericolo di vita (perché il sospetto che potesse essere figlio di Ludovico stressava il Moro, imprigionato a Milano dai francesi) e poi la partenza di Leonardo per non si sa dove, con la Gioconda, il suo capolavoro, ancora da ultimare e deposto in valigia. Chissà dove sarà andato. I libri di storia dicono in Francia, dove morì. Ma si sa i film qualche licenza se la devono prendere. In questo caso, però, é la licenza che s’é preso il film.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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