mercoledì, 16 Giugno, 2021

Madrid, il Psoe scopre la debolezza degli alleati

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Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, così si potrebbe commentare per Isabel Ayuso Diaz, Governatrice della Comunità di Madrid, la terza regione spagnola per numero di abitanti comprendente la capitale, il risultato delle elezioni amministrative di martedì 4 maggio. Elezioni anticipate perché la stessa Ayuso si era dimessa per non cedere ai ricatti di Ciudadanos il partito alleato. Mezzo pieno perché il Partito popolare ha vinto nettamente la prova elettorale arrivando a 65 seggi, 4 in meno della maggioranza assoluta, su cui puntava, in una campagna elettorale in cui la Ayuso aveva fatto ricorso a tutte le armi propagandistiche possibili contro il Governo di sinistra del Paese dal fatto di tenere aperti i bar durante la pandemia negando la gravità della stessa alla battaglia per la libertà contro un comunismo strisciante, alla difesa dei valori cattolici tradizionali contro la nuova legge sull’eutanasia. Ma un bicchiere anche mezzo vuoto perché il fatto di non essere riuscita a raggiungere la maggioranza assoluta e il fatto che l’alleato naturale Ciudadanos di Edmundo Bal non ha raggiunto la soglia di sbarramento del 5%, la costringerà per governare a stringere un’alleanza o al massimo garantirsi un’astensione (che in ogni caso non sarà gratuita) dell’estrema destra di Vox, partito sovranista e antieuropeo. Vox, guidato dalla candidata Presidente ispano cubana Rocio Monasterio ha ottenuto un leggero aumento di voti rispetto all’ultima tornata ma è diventato indispensabile per la formazione dell’ Esecutivo. E ciò, a parte che non sarà sicuramente condiviso dalla gran parte degli elettori centristi del Partito popolare, andrà palesemente in contrasto con la linea di moderazione del segretario nazionale Pablo Casado, che su questa strategia ha impostato la sua opposizione al Governo di Pedro Sanchez. A sinistra si fanno i conti con un risultato deludente. Sia per i socialisti con il debole candidato Angel Gabilondo, che sono scesi in consensi e numero di seggi, sia per gli alleati di Governo, Podemos, che avevano addirittura fatto dimattere il Vicepresidente Paolo Iglesias per poterlo candidare a Governatore. Ma ciò non è servito a evitare un risultato non entusiasmante. A sinistra l’unica che può dirsi soddisfatta rimane Monica Garcia Gombez, di origine socialista, femminista ed ecologista, che con il suo movimento Mas Madrid, nato da una costola di Podemos, ha ottenuto gli stessi seggi del Psoe. L’unica soddisfazione per il Premier Sanchez da queste elezioni è che il deludente risultato dell’alleato di Governo Podemos, testimoniato anche dalla decisione successiva di Paolo Iglesias di abbandonare la politica, ridurrà le conflittualità all’interno della maggioranza che lo sostiene, consentendogli di avere la mani più libera per portare avanti il programma.
E di dedicarsi alla spinosa questione della Catalogna dove solo le divisioni tra il fronte antimonarchico e repubblicano indipendentista hanno finora impedito l’indizione di un nuovo referendum per l’indipendenza con le inevitabili tensioni a livello Interno e internazionale. E con il probabile ulteriore intervento della Corte costituzionale a sancire il principio dell’integrità della Spagna.

Alessandro Perelli

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