lunedì, 21 Giugno, 2021

Mafia. Maraio: “Non serve indignarsi ma cambiare la legge”

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“Brusca, il sanguinario killer di cosa nostra da oggi è un cittadino libero. In qualità di testimone di giustizia, avendo collaborato con lo Stato gli sono stati applicati i benefici previsti per i collaboratori «affidabili». Era una cosa già prevista nel momento in cui ha iniziato il suo percorso di collaboratore. Benefici previsti dalla legge n.8 del 1991 voluta da Falcone poi modificata dalla legge 45 del 2001, che ha consentito di disarticolare e annullare la cupola di cosa nostra. Una legge che ha permesso di fare luce sulla complessa storia della mafia siciliana. Una legge che, contestualizzata agli anni 90, si è dimostrata efficace. In un quadro storico modificato andrebbe però rivista la legge in modo più stringente perché collaborare con lo Stato significa iniziare un percorso di concreto pentimento per azioni commesse non solo per mero sconto di pena. Vedere un killer sanguinario come Brusca in circolazione resta una offesa a centinaia di familiari ai quali il boss ha privato di affetti. Ecco il motivo per il quale non serve soltanto indignarsi bensì mettere in campo azioni legislative affinché vengano rivisti i criteri della libertà per i testimoni di giustizia. Il Psi, nei prossimi giorni, presenterà la propria proposta in Parlamento aperta al contributo di tutte le forze politiche”.

Lo scrive in un post su Facebook il Segretario del Psi, Enzo Maraio.

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