martedì, 3 Agosto, 2021

MALA COMUNICACIÓN

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“Nessuna decisione sulle scuole è stata presa, non c’è la chiusura al momento. Abbiamo chiesto al comitato tecnico-scientifico una valutazione, un parere se lasciare aperte le scuole o se chiuderle che sia proporzionale allo scenario epidemiologico del Paese in questo momento. Questa decisione arriverà nelle prossime ore”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a palazzo Chigi. Eppure la notizia della chiusura era stata divulgata da Tg, Testate e Uffici Stampa istituzionali, tanto da creare confusione e allarmismo. Un allarmismo di cui sono complici proprio i media che hanno fatto ‘cattiva comunicazione’ affidandosi in maniera poco professionale a tam-tam e a voci di corridoio.
Nel frattempo il governo, sulla chiusura di scuole e università, si è affidato al parere della commissione scientifica che già ieri aveva consigliato la chiusura per un mese degli eventi sportivi in tutto il Paese. E a quello del ministero della Salute di Roberto Speranza, che non aveva fatto mistero di essere favorevole alla chiusura. L’annuncio ufficiale sarà probabilmente affidato proprio al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con un intervento pubblico.
Il Consiglio dei Ministri emanerà in serata il decreto sulle misure di contrasto al coronavirus. Tra le tante cose, la bozza del dpcm prevede la sospensione di manifestazioni ed eventi di qualsiasi natura, sia in luogo pubblico che privato, che “comportino affollamento di persone e che non garantiscano il rispetto della distanza di sicurezza/interpersonale di almeno un metro”.
La norma vale anche per gli eventi in luogo chiuso ma aperti al pubblico, come spettacoli teatrali o film al cinema, ma anche per “congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali”, oltre che per “tutte le attività convegnistiche e congressuali”.
Tra le varie misure non darsi strette di mano, stare a distanza di sicurezza e far stare a casa il più possibile over 75 e over 65 se con patologie.
A confermarlo, è stato ieri il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci che al termine del due vertici a palazzo Chigi, ha detto quanto segue: “Abbiamo preso atto della situazione, non abbiamo parlato degli interventi economici, ma solo delle misure di sanità. Aspettiamo il decreto del Presidente del Consiglio che ci dirà quale direzione il governo intende prendere. Il punto principale è superare la crisi sanitaria. Preoccupazione? Sarebbe scellerato non averla”.
Adesso si pensa anche a spostare il referendum sul cosiddetto ‘taglio dei parlamentari’ per via del Coronavirus, il Governo prenderà una decisione entro giovedì, annuncia il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.
Per spostare la consultazione popolare, ora in programma domenica 29 marzo, senza una nuova legge occorrerebbe un decreto del Presidente della Repubblica, da emanare entro il 23 marzo, così da far svolgere il referendum in una data compresa tra il 50mo e il 70mo giorno successivo al decreto. Al di là degli aspetti tecnico-normativi, al Quirinale si ritiene che la decisione spetti al governo, sentite tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione.

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