martedì, 3 Agosto, 2021

Maraio: “Il centrosinistra vince quando è unito”

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Un forte segnale al Partito democratico e allo stesso tempo una riflessione politica che riguarda l’intera coalizione di centrosinistra. Qualche giorno fa, nel “face to face” condotto da Giada Fazzalari con ospite il segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, Enzo Maraio e nel quale si sono anticipati i temi della conferenza programmatica che si terrà a Roma il 4 e 5 luglio prossimi, Maraio ha sottolineato la necessità e il ruolo dei partiti del centrosinistra. Ruolo “strategico per vincere le elezioni”. Maraio, lo aveva già detto in un editoriale pubblicato su queste stesse pagine online, ma lo ha voluto ribadire anche nel corso dell’incontro con la Fazzalari. Incontri online, che in questi mesi di pandemia hanno saputo tenere acceso il dibattito e il confronto all’interno del partito mantenendo un filo diretto e costante con la base.

“Il centrosinistra – spiega Maraio – vince quando è unito perché viene premiata la pluralità, la collegialità, la coalizione. Cioè quando il Partito democratico, è accaduto negli ultimi anni, non si ritiene autosufficiente rispetto alle altre forze politiche che lo accompagnano”. Un cambio di direzione, auspicato dallo stesso segretario Letta “che sembra voler invertire la rotta – commenta Maraio – rimettendo insieme la coalizione di centrosinistra”. Ma alle parole devono seguire anche i fatti.

Così non è stato dovunque in vista della amministrative. In molte realtà, ad esempio, non si è stati capaci di fare sintesi e dunque si è dovuto ricorrere allo strumento delle primarie di coalizione, facendo prevalere “la competizione alla sintesi”. E’ naturale che i Socialisti restino nell’alveo del centrosinistra, ma lo si fa stigmatizzando gli errori, spesso fatali, che hanno accompagnato gli ultimi anni. “Un centrosinistra – spiega il segretario nazionale del Psi – entro il quale noi siamo critici. Troppe volte abbiamo fatto prevalere la divisione all’unità. Fallendo quando siamo stati al Governo perché non si è stati capaci di mantenere le promesse fatte. Puntando spesso a ricorrere like e titoli dei giornali, piuttosto che avere una visione strategica e lungimirante su quale destino dovesse avere il Paese, così come più volte avevamo auspicato. Noi – aggiunge Maraio – continuiamo a mantenere una lealtà di fondo, ma siamo dentro con la nostra autonomia e la nostra storia”.

Tant’è, continua il segretario “che a Milano abbiamo lanciato una sfida molto importante: quella di mettere insieme tutte le anime socialiste sparse in mille rivoli attraverso una lista, “Socialisti di Milano”. E’ una sfida autonomista, con un candidato sindaco importante, Giorgio Goggi che è stata anche assessore in passato e siamo convinti di poter registrare un grande risultato”. Il tema è ovviamente legato a doppia mandata alla legge elettorale “che, se resta invariata, pone le coalizioni determinanti per la vittoria”.

A Bologna “i socialisti sostengono con convinzione la candidatura di Matteo Lepore alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco. In questa città c’è una tradizione socialista antica e fortissima: ritorneremo sulla scheda elettorale con il nostro simbolo, il garofano rosso, dopo oltre venti anni. Questo è possibile perché con Matteo Lepore c’è condivisione del progetto politico e unità d’intenti, nell’interesse della città. Bologna, che con Matteo Lepore sta costruendo una coalizione di centrosinistra larga, inclusiva e plurale sarà ancora una volta laboratorio nazionale per governare ancora non solo il capoluogo dell’Emilia Romagna ma per ritornare alla guida del Paese”.

Questo significa che è arrivato il momento, per il Partito democratico, di imparare a guardare oltre se stesso. Del resto, commenta Maraio “nel centrodestra i leader del momento: Salvini piuttosto che la Meloni o prima ancora Berlusconi, hanno sempre saputo mantenere quell’equilibrio necessario affinché la coalizione fosse unita”. Un tema, questo delle coalizioni, che a sinistra ha sempre mortificato le spinte che le varie anime suggerivano ai partiti di maggioranza. E che è bene riprendere oggi e di riprenderlo nei fatti. Anche per questo, la presenza dei leaders e di Enrico Letta alla conferenza programmatica, sarà l’occasione di ribadire il tema dell’unità.

 

 

All’incontro che si terrà il 3 e 4 luglio prossimi all’Hotel Quirinale la sintesi dei sette tavoli programmatici a lavoro in questi giorni sui temi del lavoro, saperi, futuro, riforme, socialità, sanità e ambiente, “ai quali abbiamo aggiunto quello dell’organizzazione. E’ necessario che il partito abbandoni quell’idea ottocentesca di organizzazione politica e si affacci a una più moderna struttura, con una organizzazione più smart per affrontare le sfide del presente e del futuro”.

Tra le proposte, quella sulla formazione: “E’ necessaria una rivisitazione della scuola e dell’università, perché i nostri giovani saranno la futura classe dirigente del Paese e devono poter avere le migliori condizioni di formazione per poter competere a livello internazionale. Il dato da cui partiamo – spiega Maraio – è quello di una spesa per l’istruzione del 3,9% rispetto a una media europea tre volte superiore. Questo si traduce in un deficit incredibile per risolvere problemi come le cosiddette classi pollaio, la continuità didattica, la stabilizzazione dei precari, gli investimenti in strutture più adeguate”. Poi c’è il tema dell’ambiente: “Abbiamo lanciato l’obiettivo di una nuova alfabetizzazione ecologica”.

Dai temi caldi a quelli “che non passano mai di moda”. E’ il caso dei due refendum sulla “Legalizzazione dell’eutanasia” sostenuto insieme all’associazione “Luca Coscioni” e a Marco Cappato. E quello sulla giustizia che siamo pronti a sostenere al fianco di Maurizio Turco. “La giustizia – commenta il segretario nazionale – è un settore nel quale il Paese deve fare passi avanti” e dunque la responsabilità civile dei magistrati; la separazione delle carriere e “una battaglia di grande civiltà, quella sull’abolizione della Legge Severino. Una legge che mummifica l’azione amministrativa paralizzando il lavoro di sindaci e presidenti di Regione, che in molti casi piuttosto che incappare in una sanzione preferiscono non fare”.

Insomma tantissimi spunti che accompagneranno i compagni socialisti ma anche non iscritti al partito, in un ragionamento collettivo per individuare punti necessari al Paese e sui quali impegnare il Governo Draghi.

 

Carlo Pecoraro

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Osservando il titolo di queste righe, ossia “Il centrosinistra vince quando è unito”, verrebbe spontaneo porsi una domanda sul dopo, ovvero come intende poi governare se prima non ha “messo a punto” o stabilito cos’è che unisce le forze che ne fanno parte, perché la collegialità significa discutere insieme questioni e problematiche, ma non è detto che si trovi poi la quadra riguardo alle stesse.

    Non a caso Enzo Maraio, nel suo Editoriale del 15 giugno, riconosce sensatamente che la coalizione del centrodestra si è rafforzata negli anni “attraverso scelte condivise”, una condizione per la quale il centrosinistra è invece “indietro anni luce”, e stando così le cose potrebbe esservi il rischio che la coalizione di centrosinistra possa poi risultare piuttosto deludente, ancorché uscisse “vittoriose” dalle urne.

    E sarebbero verosimilmente i partiti minori della coalizione a “patire” di più per una eventuale delusione di tal genere, agli occhi degli elettori, e non credo giovi l’affermare “E’ naturale che i Socialisti restino nell’alveo del centrosinistra, ma lo si fa stigmatizzando gli errori, spesso fatali, che hanno accompagnato gli ultimi anni”, sembrandomi parole che danno l’idea di una certa qual inevitabile ”subordinazione”.

    Andando a concludere, leggo che si punta su Bologna “per governare ancora non solo il capoluogo dell’Emilia Romagna ma per ritornare alla guida del Paese”, mentre a me sembrerebbe più ragionevole, per i motivi che avanti dicevo, disgiungere i due momenti, e guardare intanto alle elezioni amministrative, cercando di valorizzare gli esponenti socialisti, candidati semmai anche al di fuori dell’alveo della sinistra.

    Paolo B. 18.06.2021

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