giovedì, 29 Luglio, 2021

Marco con noi

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Cinque anni senza Pannella. Marco mi manca. Mi manca il suo afffetto, la sua sfacciataggine, la sua passione. Aveva la capacità di essere amico anche dei suoi avversari. Unico nel conoscere il linguaggio della tolleranza, l’abbinava a una durissima attitudine a conquistare tutti al suo pensiero. Assolutamente indifferente ai ruoli e alle cariche a lui interessavano le conquiste. Attraverso i referendum. Fu il primo, dieci anni avanti Grillo, a organizzare un partito su Internet. Fu il solo ad opporsi al giustizialismo nel 1992 quando tutta Italia era giustizialista. Fu il primo a lanciare con Loris Fortuna le grandi lotte sui diritti civili e per la laicità dello stato. Provocatorio oltre misura con le candidature della Cicciolina, ma anche di Tony Negri, sapeva sbeffeggiare le consuetudini e le buone maniere. I suoi digiuni gandhiani erano un modo di mettere a disposizione delle sue idee anche il suo corpo. Avrebbero dovuto farlo senatore a vita. Lo chiedemmo in pochi. Ma il gretto conservatorismo e il perbenismo italiano lo hanno impedito. Era ad un tempo diabolico ed evangelico. Moderato ed estremista. Radicale, liberale, liberista, laico, socialista. Usava forse un po’ troppi aggettivi. Ma senza di lui l’Italia sarebbe stata meno libera. E forse anche più triste.

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