martedì, 19 Ottobre, 2021

Francesco De Gregori raccontato dal suo pubblico

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Mai leggere un libro su di un cantante se a scriverlo è un fan. E’ come ascoltare il resoconto di una partita di calcio dalla bocca di un tifoso. In genere chi è troppo preso da un musicista così come da una squadra di calcio, manca di obiettività e la lettura, così come il racconto del tifoso, è a senso unico. Ma il libro che stiamo per presentarvi è sì un libro scritto da una fan di Francesco De Gregori, ma non ha l’obbligo di rispettare alcuna obiettività, perché non racconta di De Gregori, ma di chi ascolta De Gregori. E’ un libro scritto guardando dall’altra parte del palco, di chi in genere ci sta sotto e canta le sue canzoni a squarciagola. S’intitola “Fino all’ultima fila – Francesco De Gregori raccontato dal suo pubblico” (Ed. Largolibro), titolo preso in prestito da “la valigia dell’attore” ed è un bel diario scritto da Mariateresa Franza, che racconta della gente comune e del loro rapporto con il De Gregori musicista e poeta. L’autrice parte da lei, dal suo rapporto con il Principe per poi aprire il racconto ai suoi fan. Gli da letteralmente la parola, facendo diventare il libro, una scrittura collettiva.

E la forza di questo libro è proprio in questa apertura a più voci, che consente al lettore di immedesimarsi e di trovare in se le risposte alle domande lanciate dalla Franza. E la narrazione, sono momenti di vita, scanditi dai versi di una canzone, dagli accordi e dalla forza che ognuno di noi riceve da quella produzione poetica. Insomma è un libro che ogni artista sogna di leggere perché c’è la verità finale nella quale finiscono tutte le cose che ha immaginato prima di metterle su disco e renderle fruibili a tutti. E fosse, in molti casi, non immaginava nemmeno “l’effetto che fa” sul suo pubblico. Insomma, come scrive Guido Guglielminetti – storico bassista di De Gregori – nella prefazione: “La capacità che hanno le canzoni di riportare alla memoria il vissuto di ognuno, l’incontro con la parola poetica del nostro artista è ciò che viene qui spesso sottolineato. La relazione con la poesia è ciò di cui ognuno ha necessità”.

E poi c’è l’inchiesta dal sapore giornalistico. Le due domande lanciata come esca nel gruppo Facebook “Oltre il confine chissà” – che raccoglie i fan di De Gregori -. L’invito, rivolto agli appassionati del Principe, di scavare nella propria memoria e raccontare il momento in cui si è deciso che De Gregori sarebbe stato “il “vostro” artista” e ancora: “Quale canzone vi ha fatto decidere?”. E qui, la lettura si fa più interessante, dal punto di vista di quell’obiettività di cui sopra. Perché il libro smette di essere diario personale e diventa esperienza collettiva. E allora si mettono in fila le canzoni, i versi, le note, come su di un foglio Excel. Ed è bello leggere le esperienze personali, il pensiero del pubblico di un grande artista. E forse, ma è solo una considerazione personale, sarebbe stato interessante, farlo quel foglio Excel. Perché avrebbe aggiunto a questo libro un terzo livello di lettura, l’analisi. Che ci avrebbe aiutato a comprendere il paradigma tra l’artista e il suo pubblico.

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