lunedì, 27 Settembre, 2021

“Marley”: il docu-film che racconta la vita del cantautore giamaicano

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«Don’t worry about a thing, cause every little thing gonna be alright» cantava spensierato Bob Marley, il cantautore giamaicano che dal piccolo villaggio di Rhoden Hall ha portato la sua musica e la sua filosofia di vita – tra pensieri politici, spirituali e religiosi – nel resto del mondo. A ricordare il cantautore morto nel 1981 dopo aver rifiutato ogni cura e soluzione che gli avrebbe permesso la guarigione della malattia che lo portò alla morte. È Marley il titolo del docu-film firmato da Kevin MacDonald, il primo autorizzato dalla famiglia della leggende della musica e leggenda del reggae.

 

ZIGGY MARLEY: “IMPORTANTE LA PASSIONE DEL REGISTA” – Marley sarà distribuito in Italia in più di 100 sale da Lucky Red a partire dal 26 giugno, in collaborazione con il circuito di distribuzione Open Sky. Il regista, già vincitore di un premio Oscar nel per il documentario Un giorno a settembre che ha raccontato il sequestro e l’uccisione, per mano di un commando palestinese, di 11 atleti israeliani che dovevano concorrere alle Olimpiadi di Monaco di Baviera nel 1972. Stavolta MacDonald si è cimentato nel ritrarre Bob Marley anche grazie all’aiuto del figlio del cantante, Ziggy Marley, co-produttore del film insieme a Steve Bing e Chris Blackwell. Ziggy che ha dichiarato di conoscere Kevin come documentarista ma «quello che è stato più importante per noi è stata la passione e l’interesse manifestata nei confronti di mio padre come persona e come musicista».

COME E’ NATA L’IDEA – Intanto Kevin MacDonald ha raccontato il suo primo contatto con l’“universo di Bob Marley” avvenuto quando Chris Blackwell, fondatore dell’etichetta con la quale Bob Marley siglò i propri successi (la Island Records), lo ha chiamato per proporgli di girare film sulle celebrazioni in Etiopia del sessantesimo compleanno di Bob Marley. «L’idea era quella di fare un film portando per la prima volta un gruppo di rastafariani dalla Giamaica in Etiopia, e di vedere poi il concerto attraverso i loro occhi. Ma poi non se n’è fatto più niente». Qualche anno dopo, ecco il docu-film Marley che non solo racconta la vita di Bob, ma contiene anche approfondimenti e informazioni inedite offerte dalla famiglia Marley.

LA FAMIGLIA E GLI AMICI DI BOB MARLEY – Al montaggio delle sequenze del film, tra immagini di repertorio che ben si conoscono e particolari privati, hanno partecipato la moglie di Bob Marley, Rita, i suoi figli, gli amici e i colleghi che si sono aperti alle telecamere di Kevin MacDonald che ha scelto di andare in giro con la macchina da presa riuscendo ad offrire un ennesimo tributo glorioso alla star giamaicana, rendendo Marley l’unico documentario completo che racconti il cantante di No woman, No cry, Redemption song e Get up, stand up.

CONTRO OGNI PREGIUDIZIO – «Dire ciò che ha reso Bob un’icona è probabilmente impossibile, ma certamente gli spettatori sentiranno di conoscerlo meglio dopo aver visto questo documentario», ha dichiarato il regista parlando del film su cui ha lavorato che rende omaggio all’esistenza di uomo che con la sua musica ha favorito l’unione dei popoli in una sola voce, che reclamava diritti ed eguaglianza: «Io non ho pregiudizi contro me stesso. Mio padre era bianco e mia madre era nera. Mi chiamano mezza-casta, o qualcosa del genere. Ma io non parteggio per nessuno, né per l’uomo bianco né per l’uomo nero. Io sto dalla parte di Dio, colui che mi ha creato e che ha fatto in modo che io venissi generato sia dal nero che dal bianco».

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