domenica, 26 Settembre, 2021

Mattarella invita al senso di responsabilità

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Chi pensava a un Presidente dimezzato dal semestre bianco si dovrà ricredere e chi pensava di poter usare questi sei mesi per indebolire Draghi ha fatto male i conti.
Il Presidente Sergio Mattarella ha firmato il dl sostegni bis ma lo ha accompagnato con una reprimenda al Parlamento che ha gonfiato il testo con 393 commi aggiuntivi, spesso a dir poco fantasiosi.
L’emergenza Covid, per fronteggiare la quale era stato varato l’ennesimo decreto, per il Presidente Mattarella non può giustificare che si deragli dal dettato costituzionale. Infatti, Mattarella ha scritto: “La consapevolezza della straordinarietà e della gravità del momento che il Paese sta attraversando per le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza pandemica, tutt’ora in corso, nonché della necessità di attuare speditamente il programma di investimenti e riforme concordato in sede europea non può affievolire il dovere di richiamare al rispetto delle norme della Costituzione. Certo, un ricorso più razionale e disciplinato alla decretazione d’urgenza è nell’interesse di una ordinata ed efficiente regolamentazione dell’emergenza in corso, della ripresa economica e delle riforme”.
Il vulnus maggiore è stato inferto dalle Camere che hanno stravolto il testo originario, con aggiunte che superano di molto il contrasto dell’emergenza. Il Presidente cita ad esemplificazione commi non proprio necessari e urgenti, a partire da quello sui “treni storici della Fondazione FS Italiane”.  Commi che possono sembrare inutili, ma che, invece, possono mascherare disegni oclocratici.
Mattarella ha ricordato di aver già chiesto che i provvedimenti non fossero omnibus, l’11 settembre del 2020, e che tale richiamo è già giunto dalla Corte Costituzionale e in ultimo dal suo predecessore Giorgio Napolitano.
Il Presidente ha notato: “Un malcostume con effetti difficilmente sostenibili che causa complicazioni per la vita dei cittadini e delle imprese nonché una crescita non ordinata e poco efficiente della spesa pubblica”.
Manca una settimana dalla presentazione di un provvedimento cruciale: la riforma della giustizia chiestaci dall’Europa come condizione per erogare i fondi del Pnrr e su cui Mario Draghi ha autorizzato la fiducia. Su quel testo, ha detto il premier, si accettano modifiche tecniche ma non stravolgimenti.
Sui testi del governo, ha detto il Capo dello Stato, non si può introdurre qualunque norma si voglia.
Al termine dell’intervento, il Presidente ha lanciato un messaggio ben chiaro: “Dal 3 agosto il potere di scioglimento anticipato delle Camere viene meno, ma gli altri poteri, a cominciare da quella di rinvio alle Camere di una legge, restano tutti, intatti, e saranno usati. Per quanto riguarda le mie responsabilità valuterò l’eventuale ricorso alla facoltà prevista dall’articolo 74 della Costituzione nei confronti di leggi di conversione di decreti-legge caratterizzati da gravi anomalie che mi venissero sottoposte”.
Il Capo dello Stato ha festeggiato i suoi ottanta anni e si avvicina al semestre bianco facendo capire a tutti che il suo ruolo non è dimezzato e che resterà nel pieno delle sue funzioni fino all’ultimo giorno del settennato, come prevede la Costituzione.
I partiti si sarebbero allineati al richiamo del Presidente e avrebbero assicurato che nessuno ha intenzione di far traballare il governo.
Enrico Letta ha dichiarato: “Il governo non scricchiola”. Sulla riforma della giustizia dice di essere fiducioso.
Matteo Salvini ha assicurato: “Se i grillini la smettessero una volta per tutte di fare tira e molla, noi siamo al governo, ci rimaniamo per aiutare chi soffre, tagliare tasse, accelerare i processi, riformare la pubblica amministrazione e per l’Italia moderna, veloce, efficiente”. In merito, resta qualche dubbio sulla coerenza della Lega.
Giuseppe Conte ha annunciato: “Si sta lavorando a una mediazione sulla giustizia”.
A fine settimana, il 30 luglio, ci sarà il primo, fondamentale, banco di prova della riforma della giustizia, il 3 agosto comincerà il semestre bianco. Il Presidente farà il Suo dovere, tocca ora ai partiti fare la loro parte.
L’auspicio è che si guardi agli interessi del Paese e degli italiani, evitando qualsiasi strumentalizzazione elettorale ed interesse di parte.

 

Salvatore Rondello

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