domenica, 26 Settembre, 2021

Mattarella scrive a Biden e incontra Macron

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In occasione della festa dell’Indipendenza americana, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, in cui, descrivendo le relazioni Italia-Usa dal 1861 ai nostri giorni, ha evidenziato il rapporto eccezionale esistente di un partenariato diventato oggi più importante che mai.
Il Presidente Mattarella ha scritto: “La ricorrenza dell’Independence Day mi offre la gradita opportunità di inviare a Lei, signor Presidente, e all’amico popolo americano le più cordiali felicitazioni della Repubblica Italiana, unitamente ai miei personali auguri di prospero avvenire. Pochi mesi orsono il 160° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche ci ha consentito di riflettere sulle origini dell’eccezionale rapporto che lega Stati Uniti e Italia, uniti da un’amicizia che ha radici antiche ma è capace di proiettarsi con fiducia verso il futuro. Ne costituiscono il fondamento, oltre alla presenza di un’ampia e operosa comunità di origine italiana nel suo Paese, la condivisione di un irrinunciabile patrimonio ideale che caratterizza, rendendole più dinamiche, le nostre società libere, democratiche, aperte al contributo di cittadini portatori di culture diverse. In questo tempo di sfide globali senza precedenti, che solo insieme possiamo superare, la forza del partenariato tra Washington e Roma è più importante che mai. Esso consentirà ai nostri Paesi, ne sono certo, di rinnovare la propria vicinanza e accrescere il capitale di fiducia su cui si fonda la comune azione a favore della sicurezza, di un ordine internazionale basato su regole, della tutela dei diritti umani e di uno sviluppo globale autenticamente sostenibile. La perdurante vitalità dei legami transatlantici, rinvigoriti dalla sua recente visita in Europa, merita di essere costantemente alimentata e sostenuta. L’Italia aderisce con convinzione a tale compito, nella consapevolezza che Stati Uniti e Unione Europea sono chiamati a lavorare sempre più strettamente insieme e nei molteplici ambiti di comune interesse”.
Infine il Presidente ha fatto riferimento alla tragedia di Miami: “Nel rinnovare i più fervidi auguri di benessere per la Sua persona, per la Sua famiglia e per tutti i cittadini degli Stati Uniti d’America, desidero farmi interprete dei sentimenti di partecipe cordoglio e sincera solidarietà del popolo italiano a seguito del crollo del Champlain Towers South Condo”.
Il giorno successivo, ieri 5 luglio 2021, Sergio Mattarella ha incontrato all’Eliseo il presidente francese Emmanuel Macron.
Accolto con i massimi onori, Macron lo ha definito: “Un amico per cui provo stima e affetto”. Il Presidente Mattarella ha chiesto il coraggio di fare passi avanti a una Ue che sulla pandemia ha mostrato finalmente un volto solidale.
Mattarella ha posto il tema dei migranti con queste riflessioni: “Ma se è vero che si illude chi pensa di fermare i migranti in arrivo dall’Africa con dei semplici cartelli con scritto ‘vietato entrare’, se è vero che chi fugge da povertà e guerra non deve essere individuato come un nemico, a Bruxelles deve essere chiaro che dobbiamo provvederci di una strategia dell’accoglienza sostenibile ma concreta, in sintonia con le complesse sfide dell’oggi. Dunque, la gestione delle migrazioni deve divenire parte integrante dell’azione esterna dell’Unione. Sotto ogni profilo e su più versanti non è da soli che possiamo pensare di arrestare la instabilità che ha ormai raggiunto praticamente l’intero arco dei confini europei!”.
Ma è sull’intero impianto europeo che il Presidente ha invocato una spinta più decisa: “Il banco di prova sarà la conferenza sul futuro dell’Europa che non è un’occasione burocratica, o un passaggio occasionale, ma è un’occasione storica. Se un’Unione più efficiente e più coesa, più rappresentativa dei suoi cittadini, più autorevole al livello internazionale necessita, come è evidente, di cambiamenti nella sua struttura,  dobbiamo avere il coraggio di affrontare e sciogliere questi nodi. Pena la delusione dei nostri ideali, il rischio di fermarsi e tornare a tempi bui di contrapposizioni e guerre perché se la Ue non sarà all’altezza delle sue responsabilità la pace potrebbe divenire solo un ricordo”.
Il tema dell’Europa ha occupato l’intero corposo discorso che il Presidente ha rivolto a studenti e professori alla Sorbona. Mettendo all’angolo gli euroscettici, Mattarella ha detto: “ I passi avanti sono stati molti, a cominciare dal Next generation Ue su cui non possiamo fallire. È cresciuta una nuova consapevolezza, che supera e azzera improvvidi e modesti diversivi di contrapposizioni all’interno dell’Unione tra gruppi di Paesi, talvolta indicati con appellativi fantasiosi. L’Europa deve avere il coraggio di cambiare, ma chi vi ha aderito deve rispettarne i valori”.
Così il Presidente Mattarella ha rinsaldato l’asse tra Italia e Francia su cui si basa lo slancio per una nuova Unione europea ed ha spronato a un cambio di passo verso l’unificazione. Durante la pandemia Commissione, Parlamento e Consiglio a Bruxelles hanno dimostrato un coraggio che però su altri fronti è mancato, a cominciare dalla politica migratoria inadeguata alla sfida, un vero e proprio vulnus per la coscienza europea. Tuttavia, c’è anche chi vuole un’Europa diversa, basata sui singoli Stati, come dimostra il manifesto firmato nei giorni scorsi dai sovranisti, o come testimoniano quei paesi come l’Ungheria che frenano sul fronte dei valori comunitari.
A loro si è rivolto con toni decisi il Capo della Repubblica italiana: “Le solenni decisioni assunte da ciascun popolo al momento dell’adesione al progetto non possono essere contraddette se non a prezzo della drastica decisione dell’abbandono. Occorre chiarezza. E davanti alle sfide globali, come ha dimostrato la pandemia, rinchiudersi nel passato è controproducente. Se la storia diviene sempre più universale, non possiamo pensare che a scriverla possano aiutare i canoni obsoleti del ‘sacro egoismo’ delle ottocentesche rivoluzioni nazionali”.
La visita di Mattarella a Parigi, la prima dopo la pandemia, ha rafforzato il fronte degli europeisti, una linea condivisa ovviamente dal governo di Draghi che sta preparando il terreno per la firma del trattato di cooperazione rafforzata tra Italia e Francia e, negli auspici di chi vuole una Ue più solidale e coesa. Si gettano così le basi per un nocciolo duro di paesi che divengano traino per l’ultimo miglio verso una maggiore integrazione. Oggi il Presidente incontrerà il primo ministro Jean Castex e la sindaca di Parigi Anne Hidalgo. Dopo ci sarà il rientro al Quirinale.
Dovrebbe essere chiaro che l’Italia, finalmente, si sta riappropriando di un ruolo di primo piano in Europa e nel proscenio della geopolitica. Un ruolo di ricollocazione storica grazie alle iniziative del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

 

Salvatore Rondello

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