martedì, 15 Giugno, 2021

L’EREDITA’ DI MATTEOTTI

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“Matteotti, martire socialista per la libertà, primo eroe antifascista, rappresenta per noi oggi il più alto valore per la lotta per la democrazia. Esempio per i giovani, ha dato la sua vita per rendere il nostro Paese più giusto”. Lo ha detto Enzo Maraio, segretario del Psi, intervenendo alle celebrazioni durante il 97mo anniversario dalla scomparsa di Giacomo Matteotti, avvenuta stamane sul lungotevere Arnaldo da Brescia, di fronte alla stele dedicata al deputato socialista. Alle celebrazioni erano presenti tutte le istituzioni, il circolo Saragat – Matteotti e la Fondazione intitolata ad deputato socialista. Maraio aggiunge: “Matteotti era un visionario, capì prima degli altri cosa stava stava succedendo, anche contro i comunisti di allora. Oggi raccogliamo con orgoglio quella eredità e combattiamo il pericolo dei nuovi fascismi”- ha aggiunto. Riccardo Nencini, tra l’altro autore di “Solo”, libro dedicato a Matteotti, intervenendo alle celebrazioni, aggiunge: “Nell’immaginario collettivo la figura Matteotti è a volte diversa da quella che invece ci consegnano le fonti. Matteotti era completamente solo perché fu primo a comprendere cosa fosse il fenomeno fascista. Giacomo Matteotti è solo anche alla sua sinistra perché il Pci reputa i socialisti alla stessa stregua dei fascisti. Gramsci all’indomani della morte di Matteotti, con il corpo ancora scempiato ed evitato, scrisse: “è morto il pellegrino del nulla”, ha ricordato Nencini.
“Quello di Matteotti fu il primo omicidio politico d’Italia. Matteotti ebbe il coraggio di denunciare brogli e corruzione. Lo ricordiamo per evitare che accadano di nuovo omicidi politici che ancora oggi vediamo in tutto il mondo” così Bobo Craxi a margine della cerimonia di commemorazione del delitto Matteotti a Roma.

 

Il messaggio di Mattarella in ricordo di Matteotti

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 97° anniversario dell’uccisione di Giacomo Matteotti ha voluto ricordare il martire socialista:

 

“La Repubblica ricorda Giacomo Matteotti, martire della democrazia, nell’anniversario del rapimento e dell’assassinio ad opera di sicari fascisti dopo che, nell’Aula di Montecitorio, denunciò con coraggio le violenze squadriste e i brogli nelle elezioni del 1924.

L’ultimo discorso di Matteotti segnò il drammatico epilogo della vita parlamentare, ben presto definitivamente soppressa dal regime.

Matteotti era un socialista che non si rassegnava alle fratture ideologiche aperte nel proprio campo. Il suo impegno per i diritti del lavoro e per l’emancipazione del mondo contadino lo spinse, nel Polesine sua terra natale, a una battaglia a viso aperto con il fascismo sin dalle origini. Quando venne ucciso, era pronto anche a rendere pubbliche denunce sulla corruzione di uomini molto vicini a Mussolini. Ma la spietata azione squadrista non gli diede scampo”.

 

Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 97° anniversario dell’uccisione di Giacomo Matteotti, in una dichiarazione pubblicata sul sito del Quirinale

 

“La Resistenza e la Liberazione, che hanno conquistato libertà e democrazia al Paese, affondano le proprie radici proprio nella testimonianza di personalità come Giacomo Matteotti. I valori che la Costituzione è riuscita a portare nelle nostre vite erano per lui ideali ai quali dedicare ogni impegno ed energia. Questo rende Matteotti un esempio che ancora parla ai giovani, e sprona tutti i cittadini ad avere cura della nostra Repubblica”.

 

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