mercoledì, 19 Maggio, 2021

Milano, Broi: “Per i Socialisti opportunità per rivendicare identità e autonomia”

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“Il contesto politico innanzi tutto. Credo che questo momento storico, con l’ennesimo fallimento, il venir meno al proprio ruolo, della classe politica e dei partiti, sancito dalla nomina di Draghi a capo di un governo di unità nazionale, sconquassi, e modifichi il paradigma politico nazionale costringendo gli stessi partiti a rimodellarsi in senso europeista”. A parlare è Mauro Broi, segretario Psi della Federazione metropolitana di Milano.

 

A proposito di partito, a Milano i socialisti tornano sulla scheda elettorale. È risultato importate per il Partito. Raccontaci come si è giunti a questo obiettivo e cosa rappresenta per il Partito.

 

Questo rappresenta per i socialisti e per il PSI una opportunità unica per rivendicare con orgoglio, la propria identità e autonomia sapendo che in Italia come in Europa non si potrà fare a meno della presenza di una forza politica socialista democratica, antagonista al centro destra in termini culturali e politici.
Queste ed altre considerazioni ci hanno convinti a lavorare, da prima per riunire varie espressioni socialiste presenti a Milano, ampliando così l’area di riferimento. Questo ci ha consentito dopo, non senza sofferenza e con qualche mal di pancia interno al partito, di fare un passo indietro per poterne farne tre avanti insieme ad altri socialisti, associazioni, circoli, movimenti, personalità, con i quali abbiamo deciso di presentarci alle prossime elezioni amministrative con una lista socialista “ Socialisti di Milano” rappresentata da un garofano rosso, con un proprio candidato sindaco.

 

Milano è un luogo simbolo per il Psi, cosa significa tornare in campo in questa città?

 

Significa, dopo alcuni decenni di umiliazioni, ingiurie, emarginazione, riprendersi il diritto di cittadinanza politica in modo autonomo e identitario. Dopo alcuni decenni vissuti nell’anonimato, vogliamo offrire alla comunità socialista milanese, la possibilità di poter finalmente votare con rinnovato orgoglio per una Lista socialista. Non sarà una impresa semplice, perché il ritorno del protagonismo socialista a Milano da fastidio a tanti, perché tanti sono coloro che vorrebbero continuare a vedere e considerare i socialisti succubi, come testimoni rinchiusi in una sorta di riserva, da mostrare o utilizzare a proprio piacimento. Sono convinto che nei nostri confronti si farà di tutto per costringerci a rinunciare. Alcune avvisagli le abbiamo già avute. Con altrettanta convinzione siamo sicuri che non ci riusciranno.

 

Non basta però presentare un simbolo, servono anche i contenuti su cui poggiare la propria proposta. Quali sono i punti programmatici dei socialisti per Milano?

 

La lotta alla povertà l’inclusione sociale. Sono la priorità assoluta. Ogni giorno, complice l’emergenza sociosanitaria, sono più di tremila le persone in fila che ogni giorno, cercano di consumare un pasto gratuito presso i centri umanitari. A seguire Il sostegno al lavoro, all’occupazione, alle piccole imprese artigianali. sono centinaia di migliaia i disoccupati e coloro che hanno dovuto cessare l’attività produttiva, quella dei servizi e del commercio.
La lotta all’inquinamento, attraverso il processo di decarbonizzazione della città, il risparmio e l’efficientamento energetico. Sono altri punti importanti. Milano e la città europea con il più alto tasso di inquinamento dell’aria. Una diversa politica della casa, dell’abitare. Gli affitti sono altissimi e la percentuale di coabitazione a Milano, soprattutto tra i giovani è tra le più alte d’Europa.

 

Parliamo della giunta uscente. Facciamo un bilancio sottolineando i principali aspetti positivi e negativi di quanto fatto.

 

Sarebbe un elenco assai lungo preferisco rispondere alla domanda per macro argomenti che racchiudono in se diverse problematica insite nella trattazione stessa.
Uno degli aspetti positivi, anche se trattato da programmi di precedenti amministrazioni, è rappresentato dall’implementazione del trasporto pubblico. Scelta condivisibile per le ricadute che la mobilità in generale ha sull’impatto socio ambientale. Quello negativo è lo stesso modello di sviluppo della città che si intende perseguire. Una città aperta e non inclusiva, a cominciare dai tanti quartieri distanti dal centro, le cosi dette periferie. L’ampliamento delle disuguaglianze sociali. La privatizzazione di servizi primari come l’assistenza pubblica, la gestione delle persone fragili. La tendenza a diventare una città classista in termini di prestazioni e servizi e nella stessa gestione del patrimonio pubblico. che il modello non funzioni, non sia sostenibile lo testimonia il fatto che sono più gli abitanti che lasciano Milano di quelli che arrivano.

 

Quali gli effetti della pandemia su una città come Milano? In quale misura la città è stata all’altezza di dare risposte ai tanti nuovi bisogni?

 

Gli effetti della pandemia sono stati devastanti, in termine di sofferenza, drammi personali e famigliari e nell’alto numero di vite Umane che Milano ha perso.
L’impatto sociale è stato altrettanto grave e drammatico. L’economia i settori produttivi, dei servizi hanno subito un danno elevato, che ha penalizzato fortemente l’andamento della stessa economia del nostro Paese. Il modello di sanità lombardo e anche quello milanese si sono dimostrati insufficienti e incapaci a gestire le emergenze.
Una gestione disastrosa che ha messo in luce come la scelta del sistema ospedalocentrico, insieme allo smantellamento delle strutture sanitarie di base sul territorio, la carenza di medici e infermieri, già evidenziata nella gestione della normalità da noi socialisti,  e il depotenziamento del ruolo dei medici di famiglia abbiano messo in ginocchio la sanità lombarda e determinato le criticità, gli errori evidenziati e denunciati nella gestione della pandemia.

 

Come sono I rapporti con le altre forze politiche del centrosinistra?

 

I rapporti con le altre forze politiche non sono molto frequenti e in alcuni casi basati più sul rapporto interpersonale tra e con i vari Segretari, che non su reali presupposti di confronto politico.
Fatto salvo le occasioni degli appuntamenti elettorali non esiste un rapporto continuativo o di collaborazione. Gli incontri o le interlocuzioni sono molto sporadici dovuti anche alla nostra debolezza e comunque ad un’ostracismo più o meno strisciante nei nostri confronti, come ho avuto modo di dire nelle precedenti domande.

 

 

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