domenica, 24 Ottobre, 2021

Meno didattica a distanza, più scuola in presenza

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A fronte dell’impegno e della grande professionalità espressa dall’intero personale scolastico in questi due anni di pandemia, i rari casi di docenti che ricorrono ad estemporanei quanti bizzarri sistemi di insegnamento online dimostrano l’inadeguatezza della DaD come strumento per la didattica.
Il PSI ha già sottolineato la positività del ripristino delle lezioni in presenza autorizzate dal Governo Draghi, è ora che questa apertura sia completata portando al 100% le lezioni in presenza in tutti gli Istituti scolastici italiani, in ogni ordine e grado.
La DaD è stata utile a contenere i danni sociali determinati dal coronavirus, tuttavia ha reso nocumento ai ragazzi con minori strumenti informatici o minor motivazione all’apprendimento. Ogni giorno in meno di didattica online è un giorno guadagnato nella lotta alle gravi conseguenze sociali e psicologiche determinate dalla pandemia.
Aprire definitivamente le scuole e preparare sin da subito l’apertura del prossimo anno scolastico, questo deve essere l’obiettivo prioritario del Ministero dell’Istruzione.
Il PSI da tempo sollecita l’assunzione dei troppi precari che da anni sono costretti a lavorare nell’incertezza. Incertezza lavorativa che si trasforma inevitabilmente in discontinuità didattica.
Il Governo Draghi, grazie anche alle risorse del Recovery plan, riuscirà a fare ciò che tutti gli altri governi degli ultimi trent’anni non hanno saputo fare?
Noi socialisti crediamo che sia possibile e siamo pronti a fare la nostra parte, anche ricorrendo ad azioni sui territori, anche proponendo un disegno di legge di iniziativa popolare per permettere l’assunzione di decine di migliaia di docenti che da oltre tre anni lavorano in balia della precarietà.

 

Enzo Maraio

Segretario nazionale del PSI

 

Luca Fantò
Referente PSI scuola, università e ricerca

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