domenica, 17 Ottobre, 2021

Mesotelioma e malattie amianto: potenziare la sanità pubblica

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I minerali di amianto sono altamente cancerogeni. Il mesotelioma e le altre malattie amianto correlate sono in continuo aumento. Così ancora nel 2020, come denunciato dall’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA. Tant’è vero che solo il mesotelioma pleurico e quello di altre sierose, hanno provocato circa 2000 decessi.
Questa contabilità è ben più elevata se si tiene conto dei tumori del polmone, della laringe, delle ovaie e altre neoplasie amianto correlate.
Grazie a risorse del recovery fund, e alla loro finalità di colmare il divario nord-sud, il nostro paese potrà beneficiare di circa 209 miliardi di euro.
Queste risorse dovrebbero essere investite adeguatamente, anche e soprattutto nella sanità pubblica. Questa è una battaglia di civiltà che deve essere sostenuta da tutte le forze politiche, nessuna esclusa.
Notoriamente quella della tutela della salute, individuale e collettiva, è proprio una battaglia socialista. Porre nella sua centralità l’essere umano, la sua dignità, dalla nascita alla morte, è uno degli obiettivi fondamentali, che recentemente la politica ha perso di vista.

 

Amianto e mesotelioma pleurico: nuove cure con la sanità pubblica

La sanità pubblica è il presidio fondamentale di civiltà, che fa primeggiare il nostro paese. Nonostante tutto, siamo riusciti ad arginare il covid-19, e tutta l’emergenza indotta dall’epidemia. Inoltre, abbiamo raggiunto eccellenti risultati, dovuti all’individualità e alla professionalità dei nostri sanitari anche nella terapia delle malattie asbesto correlate.
Infatti, l’amianto è un potente cancerogeno, che come detto provoca ogni anno più di 104.000 morti solo per mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi. Stima dell’OMS a ribasso.
Per questi motivi, poiché l’Italia ne è stato il maggiore produttore e utilizzatore in europa, secondo solo all’Unione Sovietica, siamo ancora in piena emergenza.
Infatti, bandito con la L. 257/92, è ancora presente con 32 milioni di tonnellate, in un milione di siti e micrositi. Le bonifiche vanno a rilento. Per questi motivi è importante una forte iniziativa congiunta per la bonifica.
Tuttavia questo non è sufficiente. È necessario potenziare la sanità pubblica. Ci riferiamo non soltanto alle regioni del sud Italia, ma anche ad alcuni modelli come quello lombardo, che stanno scricchiolando.
La vicenda covid-19, infatti, dimostra che trascurare la medicina territoriale, ovvero depotenziare le strutture pubbliche, in favore di quelle private, ha degli elementi di debolezza. Quindi è necessario riorganizzare la sanità pubblica. Meno influsso politico nella scelta dei vertici delle aziende sanitarie e più risorse.

 

Marcello Migliore e la chirurgia con chemioterapia ipertermica

Una delle eccellenze della nostra sanità pubblica è stata quella dell’unità operativa di chirurgia toracica del policlinico di Catania del Prof. Marcello Migliore. Infatti, l’insigne chirurgo dopo un periodo in Inghilterra, era rientrato in Italia. In particolare nella sua Sicilia, per abbracciare l’impegno contro il mesotelioma.
Infatti, la Sicilia è tra le regioni che ha pagato e sta pagando il prezzo più alto per l’uso dell’amianto.
Il mesotelioma pleurico è una neoplasia che è provocata dalle fibre di asbesto, con dose dipendenza. Le aspettative di vita, in caso di diagnosi del mesotelioma della pleura, sono di pochi mesi. Negli ultimi anni, si sono eccellenti risultati, conseguiti dalla unità operativa del Prof. Marcello Migliore.

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto: vincere contro l’amianto

Nel corso di questo ultimo anno, sono stati segnalati all’ONA circa 2000 casi di mesotelioma. Nel 93% dei casi si tratta del mesotelioma della pleura.
Gli altri mesoteliomi, sono solo residuali: così il 5% quello del peritoneo e meno dell’1% quelli del pericardio e del testicolo.
Quindi lo snodo fondamentale è proprio quello di riuscire ad ottenere significativi risultati per quanto riguarda il mesotelioma pleurico.

Mesotelioma pleurico e il ruolo della sanità pubblica

Per poter ottenere la diagnosi, innanzitutto deve essere strutturata la c.d. sorveglianza sanitaria. Inoltre, sono necessari strumenti complessi che permettono la c.d. diagnosi precoce.
Sono quindi necessari importanti investimenti in strumentazioni. Quindi tac, pet etc. Quindi i lavoratori esposti ad amianto debbono essere sottoposti ad esami TAC del torace, PET e toracoscopia.
In particolare, per quei lavoratori che manifestano placche ed ispessimenti pleurici.
Per la diagnosi, necessaria la biopsia e l’esame immuno istochimico.
Ecco perché è importante la sanità pubblica e il ruolo di prevenzione secondaria che può svolgere.

 

Mesotelioma pleurico: ottenere il ritorno dei nostri cervelli

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, d’intesa con l’Osservatorio Vittime del Dovere, rivolge l’appello al Premier Draghi perché ci siano nuove risorse per la nostra sanità pubblica.
Non solo nuovi strumenti e nuove strutture. Indennizzi e risarcimenti alle vittime e ci riferiamo alle centinaia di sanitari uccisi dal covid-19. Ma anche il ritorno dei nostri cervelli.
C’è stata infatti una scarsa attenzione per i nostri migliori scienziati. Infatti, il Prof. Marcello Migliore, nonostante i risultati, è stato messo nella condizione di non poter operare in Italia.
Quindi pur essendo ordinario di chirurgia toracica dell’Università di Catania, ora opera in Inghilterra. Infatti, dal 2019, è in servizio anche presso l’University Hospital di Cardiff, nel Galles.
Per questi motivi, è importante che sia il Prof. Marcello Migliore che tutti i nostri migliori scienziati, possano ritornare a lavorare in Italia.

Chirurgia e chemioterapia ipertermica: nuove speranze

Il Prof. Marcello Migliore ha illustrato i suoi risultati, ma denunciato questi fatti nel corso di una trasmissione di ONA TV.
Infatti, ad una delle domande del Dott. Massimo Maria Amorosini nel corso della trasmissione Mesotelioma, amianto e malattie del lavoro, ha reso pubblico l’ostracismo che ha subito. Per tali ragioni, sosteniamo il suo impegno e la sua richiesta di poter riprendere ad operare in Italia.
Il trattamento combinato di Chirurgia e chemioterapia intrapleurica ipertermica intratoracica (HITHOC, Hyperthermic Intrathoracic Chemotherapy) è stato eseguito in Italia proprio dal Prof. Marcello Migliore.
Fondamentale, dunque, che per il Prof. Marcello Migliore come per tutti gli altri uomini di scienza, l’Italia torni ad essere il punto di riferimento. Anzi attrarre anche scienziati di altre nazionalità.
Un nuovo rinascimento delle arti e delle scienze, della cultura e della storia d’Italia. Al centro sempre e soltanto l’essere umano. I più fragili e i più deboli, ma nel rispetto della loro dignità, attraverso la possibilità di potere loro stesso essere indipendenti e protagonisti del loro presente e del loro futuro.

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