domenica, 13 Giugno, 2021

Messi, il volto pulito del calcio infangato dalle tasse: evasione fiscale per oltre quattro milioni di euro

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Lionel Messi-Fisco

Guai in vista per Lionel Messi. Il fuoriclasse argentino del Barcellona, da quattro anni consecutivi vincitore del Pallone d’Oro, è stato denunciato dalla procura catalana per aver evaso le tasse per oltre quattro milioni di euro (5,3 milioni di dollari) nelle dichiarazioni dei redditi 2007, 2008 e 2009. Un fulmine a ciel sereno per il giocatore più forte attualmente in attività (per molti superiore anche al grande Maradona), che raramente ha fatto parlare di sé in termini negativi fuori dal campo. Nonostante guadagni decine di milioni di euro grazie a contatti, sponsorizzazioni e premi vari, Messi infatti non ha mai ostentato la sua ricchezza con orologi o macchine di lusso e, al contrario del suo ‘nemico’ Cristiano Ronaldo, non è mai stato pizzicato con qualche velina. Insomma, un calciatore d’altri tempi sia dentro che fuori dal campo, che ora però dovrà affrontare un avversario ben più difficile di quelli che si trova contro al ‘Camp Nou’ di Barcellona.

DENUNCIATO ANCHE IL PADRE La denuncia, firmata dalla procuratrice Raquel Amado e presentata al tribunale di Gara’, dove risiede Messi, è diretta anche contro il padre del fuoriclasse argentino, Jorge Horacio Messi. Per il pm, infatti, dall’inchiesta è emerso che ”da Jorge Messi è partita l’iniziativa di frodare il fisco”, dato che sarebbe stato lui ad ”incaricare a terzi, nel 2005, quando il giocatore era minorenne, la creazione di una società fittizia al solo scopo di evadere le imposte”. Il meccanismo per l’evasione, ricostruito dai giudici, si basa sulla simulazione della cessione dei diritti di immagine dell’argentino ”a società che risiedono in paradisi fiscali (Belize, Uruguay) e nella formalizzazione di contratti di licenza, agenzia o prestazione di servizi fra quelle società e altre domiciliate in paesi come Regno Unito e Svizzera”. L’obiettivo dell’operazione era ”fare in modo che i soldi transitassero dai paesi di residenza delle aziende o enti paganti” direttamente ”alle società domiciliate nei paradisi fiscali senza sottoporsi al pagamento delle imposte”. Peraltro, secondo il pm, ”sono stati omessi determinati dati rilevanti in altre dichiarazioni dei redditi per impedire che l’Amministrazione tributaria venisse a conoscenza della cessione di diritti a società residenti all’estero”.

LA DIFESA SU FACEBOOK: “HO SEMPRE PAGATO LE TASSE”Appena saputa la notizia, tuttavia, Messi si è voluto difendere pubblicando un messaggio sulla sua pagina facebook. L’argentino ha respinto al mittente l’accusa: ”Apprendiamo dell’azione avviata dal fisco spagnolo. La cosa ci ha sorpreso perché non abbiamo mai commesso alcuna infrazione – scrive Messi -. Abbiamo sempre ottemperato a tutti gli obblighi fiscali su consiglio dei nostri consulenti, che chiariranno la situazione”.

I PRECEDENTI DI ALTRI SPORTIVIMessi può relativamente consolarsi sapendo di non essere il primo della lista di sportivi ad essere stati smascherati da fisco. In Italia, purtroppo, di celebrità sportive e non “beccate” dalla guardia di finanzia ce ne sono parecchie. Su tutti Valentino Rossi, che nell’estate 2007 è stato accusato di evasione fiscale per oltre 43 milioni di euro (poi si arrivò ad un patteggiamento della pena). Molto noti i problemi con il fisco italiano di Diego Armando Maradona, che per diversi anni è stato costretto a una condizione di ‘esiliato’ dal nostro paese (prima di tornare a Napoli lo scorso febbraio) per una controversia non ancora risolta. Anche altri sportivi hanno avuto problemi simili, come lo sciatore Alberto Tomba, il ciclista Mario Cipollini e i motociclisti Biaggi e Capirossi. E’ quantomeno legittimo chiedersi come sia possibile che persone così tanto ricche possano non accontentarsi al punto dal mettere a repentaglio la propria reputazione, carriera sportiva e cosa non da poco l’immagine della nazione che rappresentano nel mondo.

Francesco Carci

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