mercoledì, 16 Giugno, 2021

Migranti, l’Unione Europea si impegni direttamente

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I fatti non fanno che confermare l’impressione che il nuovo Governo libico di Habul Hamid Dbaiba, se ha avuto il grande merito di gestire il cessate il fuoco nato dai negoziati di Ginevra e dal fondamentale accordo tra Russia e Turchia, si stia portando dietro gli stessi problemi della precedente situazione di guerra civile. Con l’Italia che non riesce a recuperare un ruolo di primo piano ed è costretta a sopportare le conseguenze di questa situazione. L’emigrazione clandestina negli ultimi giorni è ripresa a gran ritmo. Come sono ripresi i naufragi delle imbarcazioni che trasportano i migranti con nuove vittime e dispersi. Nelle ultime ore tremila persone sono sbarcate a Lampedusa, che con solo quattro medici a disposizione rischia il collasso con centinaia di migranti costretti a rimanere sul molo in quanto nei rifugi non vi sono più posti disponibili.

 

Secondo stime della nostra intelligence sono circa settantamila quelli che sulle coste occidentali libiche sono pronti a imbarcarsi. Il sospetto è che le imbarcazioni intercettate e fermate In mare dalla Guardia costiera di Tripoli vengano ricondotte a terra ma i clandestini vengano riconsegnati di fatto ai trafficanti che spadroneggiano nei fatiscenti campi di raccolta e che spesso sono in combutta con le forze dell’ordine libiche. Non si spiegherebbe che in questo modo l’aumento continuò del numero dei migranti che, salvati da possibili naufragi dalla Guardia costiera rientrano nei campi di raccolta controllati dai trafficanti. Il Governo libico, tramite la Ministra degli Esteri Najla al Mangoush, ha già fatto sapere che senza ulteriori aiuti da parte dell’ Unione Europea, non riuscirà a fronteggiare adeguatamente la situazione. La Ministra, tra l’altro, donna coraggiosa, laureata, divorziata e con due figli deve subire le continue minacce delle milizie filo turche ancora presenti nel Paese che non digeriscono la sua emancipazione e il fatto che una donna ricopra quella carica. E visto la pesante impronta che Ankara ha messo sul nuovo Governò non è escluso che dietro la ripresa delle migrazioni vi sia anche la mano di Erdogan con il quale sarebbe necessario trattare per contenere il flusso dei clandestini in Europa. Ma per noi rimane sempre aperto il problema della pesca e della delimitazione delle acque territoriali, costantemente fonte di diverse interpretazioni tra Roma e Tripoli. Pochi giorni fa un peschereccio partito da Mazara del Vallo è stato oggetto di una sparatoria da parte della Guardia costiera libica, controllata dal gen. Haftar. C’è stato un ferito e per poco non si è sfiorata la tragedia. L’episodio ha portato alla mente quanto accaduto pochi mesi fa quando due imbarcazioni provenienti dall’Italia erano state sequestrate e per più di tre mesi i pescatori siciliani erano rimasti arrestati costringendo l’allora Premier Conte e il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio a recarsi a Bengasi e a accreditare politicamente Haftar per ottenerne la liberazione.

Per la drammatica situazione della ripresa delle migrazioni la Ministra Lamorgese ha convocato una riunione interministeriale ma si attende un passo ufficiale del Premier Draghi affinché l’Unione Europea si impegni direttamente con nuovi provvedimenti in quanto non sembra sufficiente, come soluzione temporanea, la ridistribuzione dei migranti nei Paese europei disponibili.

 

Alessandro Perelli

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