martedì, 7 Dicembre, 2021

Migranti, la presidenza slovena alza il muro

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La Presidenza Ue della Slovenia, ogni giorno, sembra confermare che non sarà di routine. La questione dell’accoglimento dei profughi afgani ha suscitato da parte di Janez Jansa , l’attuale Premier, a capo del Consiglio Europeo, una presa di posizione di netta contrarietà all’ipotesi di corridoi umanitari. Secondo Jansa non si deve ripetere l’errore del 2015, quando attraverso la rotta balcanica migliaia di migranti invasero il centro e nord Europa. E ha aggiunto come non sia compito dell’Europa accogliere e farsi carico di coloro che scappano anziché combattere per la propria Patria. Parole inequivocabili che però hanno trovato sostanziale rispondenza non solo da parte di Viktor Orban, che da tempo ha schierato l’Ungheria sulle stesse posizioni, non solo dai Paesi del patto di Visegrad, che sembrano aver ritrovato da questo fatto un’ unità interna, ma anche dal Premier austriaco Sebastian Kurz, membro del Partito popolare europeo e a capo di una coalizione che vede i Verdi come principale alleato. Queste dichiarazioni hanno suscitato l’immediata replica di Paolo Gentiloni, responsabile Ue della dell’economia, che ha perorato, invece, la realizzazione di corridoi umanitari per gli afgani che fuggono dal regime talebano e la loro accoglienza attraverso quote predefinite. Un quadro che fa prevedere una spaccatura netta all’interno dell’Unione Europea per la gestione di questa emergenza e che probabilmente impedirà di arrivare a decisioni unanimi. Un altro problema che si aggiunge alle precedenti difficoltà e che però, visto l’orientamento austriaco, non può essere relegato a mera esibizione sovranista. Ma Janez Jansa, nei giorni scorsi, non si è limitato solo a queste esternazioni. Nel suo discorso introduttivo, a Lubiana, in occasione della Giornata europea della memoria di tutti i regimi totalitari e autoritari, ricordando il massacro di Srebrenica, ha precisato che ,a suo dire, la più grande strage ,dopo la Seconda Guerra mondiale, è stata quella attuata da Tito contro i suoi oppositori e che ha colpito oltre 500.000 persone. Questa affermazione ha avuto un grande riscontro anche tra i nostri connazionali che hanno subito, spesso per il solo fatto di essere italiani, con le uccisioni nelle foibe o nelle esecuzioni sommarie dei titini, una persecuzione solo in anni recenti venuta pubblicamente alla luce e riconosciuta ufficialmente. Jansa ovviamente non si riferiva soprattutto a questi fatti ma ai crimini compiuti da Tito contro tutti quelli che si opponevano al suo regime. E gli eredi del comunismo titino, secondo Jansa, continuano a operare in Slovenia, e sono identificabili in quei partiti della sinistra come Levica e i socialdemocratici che costituiscono il fulcro dell’ opposizione al suo Governo. Il Premier sloveno, che ha dimenticato di ricordare il ruolo fondamentale svolto da Tito nella vittoria contro il nazi fascismo, ha fatto queste affermazioni probabilmente anche per il clima già elettorale che si respira in Slovenia in vista delle elezioni politiche del prossimo anno. Comunque ,insieme a quelle sui profughi afgani, queste uscite pubbliche , dimostrano che la Presidenza Ue della Slovenia non sarà priva di sorprese.

 

Alessandro Perelli

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