domenica, 28 Novembre, 2021

Molti poveri sono aiutati dalla malavita

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Per carità, nessuno fa nulla per nulla, ma la malavita bussa alla porta dei più poveri e li aiuta senza chiedere…almeno così pare! I servizi sociali per darti un chilo di pasta, si fa per dire, dopo aver fotocopiato il documento ti sottopongono al terzo grado e certificano la tua indigenza. Anche se con le lacrime agli occhi chiedi di non essere ‘schedato’ perché presto troverai lavoro…non c’è niente da fare: il latte rimane dov’è. Solo allora ti convinci che è meglio narrare la tua storia disgraziata perché il bambino quel mese possa mangiare. Alla fine del racconto devi firmare come avessi fatto una dichiarazione spontanea per autodenunciare un reato, ed in effetti lo hai commesso se non sei capace di guadagnare un pasto caldo per i tuoi familiari. L’unica cosa che interessa a queste persone è la statistica, quel grafico che viene riportato dall’ISTAT sullo stato di salute economica del Paese. Insomma, elemosinare alcuni prodotti di prima necessità, anche se una tantum, comporta essere registrati come poveri momentanei. Non c’è né privacy né pace per il ragionier Rossi disoccupato dalla pandemia, finirà sulla bocca dei condomini prima ancora che la pasta sia cotta. Anche per questo motivo la malavita trova spazio nell’aiutare chi ha bisogno. Perdere di vista questo boomerang sociale è sbagliato, sbagliato perché è così che i malavitosi ottengono il consenso per i loro rappresentanti istituzionali. È facile giudicare i comportamenti degli uni e degli altri quando non hai fame. La società non è rovinata dai ricchi, perché i ricchi per definizione si fanno i fatti loro, spesso non sanno nemmeno cosa significhi essere indigente. La società è rovinata dai giudici popolari, dai radical chic, dagli intellettuali, quelle persone garantite da un modesto reddito che si sono guadagnate il privilegio di servire a corte: tutte persone che si ergono a giudici dei poveracci e riferiscono al re. Guardate il percorso del Movimento 5Stelle, lo porto ad esempio perché è lo spaccato emblematico della nostra società: decollato come un jet ha toccato il cuore degli uomini e dato speranza, li ha illusi che ci potesse essere un mondo migliore, una democrazia partecipata dal basso dove tutti avrebbero potuto esprimersi in rete. Poi una volta a Palazzo in pochi anni sono stati avvolti dai privilegi e, costi quel che costi, non ne vogliono più uscire. Chi non avrebbe fatto la stessa cosa, lanci la prima pietra. Forse è per questo che i ricchi non si sono mai sporcati le mani, hanno sempre saputo che avrebbero potuto combattere la metà dei poveri con l’altra metà: lasciandole la parte sporca del lavoro previo pagamento di modesti compensi! Oggi più di ieri questa ‘intellighenzia’ di cervelli dice che la disperazione non ha confini, per questo trattano tutti con lo stesso principio di caritatevole equità. Solo che il principio di solidarietà universale viene mal sopportato da un numero crescente di fruitori di ‘elemosina’ sempre pronti a vendersi al miglior offerente per necessità o nella speranza di un futuro. Pensate a cosa succederà quando i pentastellati dovranno chiamare i fruitori del Reddito di Cittadinanza e dire loro che in attesa di trovare un posto da ragioniere dovranno fare gli spazzini di quartiere, lo faranno?

 

Angelo Santoro

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