martedì, 19 Ottobre, 2021

Mondiali su strada. Remco come Benoni?

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Oggi, per il successo nella prova del Mondiale su strada che si disputa nelle Fiandre tutto il Belgio guarda con fiducia a Wout Van Aert.
Non è un mistero per nessuno ed effettivamente Wout Van Aert è considerato da tutti il favorito numero uno.
Il capitano della squadra belga corre sulle strade di casa, è in forma, ha tanta voglia di dimenticare il secondo posto nella prova a cronometro dietro l’italiano Filippo Top Ganna e può contare su una squadra fortissima, composta da Tiesj Benoot, dal diesel Victor Campenaerts, da Tim Declerq ed Yves Lampaert, da Jasper Stuyven, da Dylan Teuns e Remco Evenepoel.
Remco Evenepoel, proprio lui, l’emergente talento fiammingo, recentemente secondo ai Campionati d’Europa dietro al nostro Sonny Colbrelli.
Remco è giovane, è bravo, è esuberante ed è ambizioso. Tanto tanto ambizioso.
“Se c’è un solo leader, non dovresti proprio convocare Evenepoel – ha dichiarato nei giorni scorsi il Grande Vecchio Eddy Merckx a Cyclingnews – Corre principalmente per sé stesso, l’abbiamo visto alle Olimpiadi”.
La reazione di Evenepoel non si è fatta attendere: “Merckx deve sempre dire qualcosa ed è un peccato. Ho molto rispetto per Eddy ma apparentemente questo non è reciproco. Non sono qui per mettere i bastoni tra le ruote, farò del mio meglio in aiuto alla squadra”.
Tutto bene quindi? Evenepoel correrà per Van Aert?
Lo vedremo, non resta che attendere l’esito della competizione ma certo non sarebbe la prima volta che tra i fiamminghi, durante un mondiale sulle strade del Belgio si consuma un voltafaccia, un tradimento.

Era l’11 agosto del 1963 ed a Ronse, in Belgio, la squadra di casa schierava alla partenza un plotone di corridori formato apposta per aiutare il grande Rik Van Loy a vincere il suo terzo mondiale dopo quelli del 1960 e del 1961.
Tra i gregari convocati per aiutare Van Loy a vincere c’era anche Benoni Beheyt.
Si dice che all’interno della squadra belga non fossero poi così uniti, tanto che uno di loro, Gilbert Desmet, provò addirittura a scattare a soli quattro chilometri dal traguardo.
Benoni Beheyt apparentemente fece il suo dovere. Tirò la volata a Rik Van Loy con una bella e potente trenata che aprì la strada al suo capitano ma poi accadde qualcosa di strano.
Beheyt fece per rialzarsi ma continuò a pedalare, mantenendo la prima posizione fino a precedere il compagno di squadra sul traguardo.

La foto dell’epoca ci fa vedere Van Loy in piena azione e Beheyt un po’ girato all’indietro, con una mano sulla spalla del compagno.

Cosa fa? Lo spinge? Lo sposta? La verità la conoscono solo loro ma quella sconfitta di Rik Van Loy fu un caso nazionale e ci scappò pure una interrogazione parlamentare.
I tifosi si schierarono tutti con Rik Van Loy ed il neo Campione del Mondo Benoni Beheyt per tutti diventò il Traditore.
Da quel giorno per lui non fu facile. Quella maglia iridata diventò come un ostrakon e Beheyt fece molta fatica a ricevere ingaggi ed inviti alle kermesse. Van Loy tra l’altro aveva conoscenze importanti nel mondo del ciclismo e le fece valere. Quando i due si ritrovavano in corsa, ai gregari di Van Loy veniva ordinato di marcare stretto Beheyt per non lasciargli alcuna possibilità di successo.
Benoni Beheyt si ritirò nel 1965, alla fine di una stagione deludente, a soli ventisei anni.
Il 1964 era andato molto meglio, indossando quella maglia iridata aveva vinto il Giro del Belgio, una tappa al Tour de France e si era piazzato secondo alla Parigi-Roubaix ed al Giro delle Fiandre.
Dopo aver abbandonato il mondo delle corse aprì un negozio di biciclette ed a chi gli chiedeva di Rik Van Loy ripeteva che in quel giorno di agosto del 1963 non voleva vincere, che voleva solo aiutare Van Loy, che era in buona fede.
Henry “Rik” Van Loy, classe 1933 e forse il più grande velocista di tutti i tempi, è tornato a rivolgergli la parola solo qualche anno fa, un buongiorno o una buonasera detti frettolosamente, niente di più.

Remco come Benoni?

Non dipenderà solo dalle eventuali rivalità all’interno dello squadrone belga.
Tra i tanti che pedaleranno per contrastare la squadra di casa ci sono gli italiani, che già ieri hanno vinto la prova su strada Under23 con Filippo Baroncini e l’altro giorno la prova a cronometro su strada con Filippo Ganna.
Gli Azzurri puntano su Sonny Colbrelli e su Matteo Trentin.
Al loro fianco ci saranno Andrea Bagioli, Davide Ballerini, il “Rosso di Buja” Alessandro De Marchi, Gianni Moscon, Diego Ulissi e Giacomo Nizzolo.
Dal canto suo Benoni Beheyt sarà davanti alla tv, è certo.

 

Marco Burchi

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