venerdì, 18 Giugno, 2021

Montanelli razzista strupratore

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Immagino che il vandalo che ha infierito sulla statua di Indro si riferisca al suo passato in età fascista. Bene. Allora dovrà acquistare decine di barattoli di vernice rossa e percorrere l’Italia in lungo e in largo alla ricerca di busti e di vie dedicati al meglio della cultura italiana perché a loro modo furono davvero tanti ad abbeverarsi alla fonte mussoliniana per cambiare casacca dopo il 1943. Cito a casaccio da documenti ufficiali: Gatto, Argan, Pratolini, Bocca, Fo, Quasimodo, Gadda, Ingrao, Ungaretti.
La verità è che ognuno di noi ha un passato, tuttavia la vita di ciascuno va letta nella sua interezza per non farne, come scriveva Balzac, ‘la cronologia degli sciocchi’. Agli errori si può rimediare nel corso dell’esistenza a condizione che quegli errori vengano ammessi, e Montanelli l’ha fatto, soprattutto da chi ha una vita pubblica e spesso si picca di indicare a tutti gli altri la strada.

Resta il fatto che mentre per chi sta a destra si impone un codice rigido, chi sta a sinistra spesso gode di un certa immunità. Pensa alla storia del comunismo e al periodo staliniano, finiti in un cono d’ombra grazie alla manipolazione ideologica prodotta dalla storiografia ufficiale. Benché quella storia di milioni di morti ammazzati – dall’Ucraina ai gulag agli oppositori interni – sia nota, la memoria collettiva è stata appena sfiorata. Servirebbe una bella cura di massa al fosforo. Infatti l’Italia rigurgita di vie intitolate a Stalin, al suo braccio destro Togliatti e via di seguito. Vogliamo imbrattarle o lasciare che siano niente più che un cippo in ricordo di una terribile dittatura? Oddio, meglio una via Cristoforo Colombo che Stalin. Lui proprio non si corresse, anzi. Si dedicò con ferocia a governare il suo mondo fino alla morte. Che sotto alla lapide che indica la via almeno si scriva ‘dittatore sanguinario’.
A pensarci bene un’alternativa ci sarebbe. Intestare vie soltanto a Maria Teresa di Calcutta. Ripeto: solo a Maria Teresa. Già, perché Sant’Agostino ebbe una giovinezza dissoluta e peccaminosa e altri santi non furono da meno prima di raggiungere la beatitudine.

Riccardo Nencini

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