martedì, 13 Aprile, 2021

Montenegro, il tentativo di inserirsi in una visione atlantica

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Gli scettici e i nauseati dalla politica (che in Montenegro sono sempre di più) commentano che non sia cambiato nulla e che dopo le precedenti vendite all’estero di qualificate attività produttive, del patrimonio energetico, di grandi hotel e addirittura di pezzi di costa si sia costretti all’indebitamento con l’estero per costituire le infrastrutture necessarie al Paese ma la recente presa di posizione di Dritan Abazovic, vice Premier del Montenegro non può essere liquidata come una sparata casuale e priva di significato politico.

 

Abazovic, che è anche leader di Ura, la più piccola e l’unica forza dichiaratamente europeista tra le tre che costituiscono il Governo di Zdravko Krivokapic, ha dichiarato che l’ Unione Europea dovrebbe aiutare il Montenegro a riparare il prestito di 994 milioni di euro contratto con la cinese Exim Bank per la costruzione di una autostrada. Il prestito era stato contratto dal precedente Esecutivo socialista di Milo Dukanovic, finito alle ultime elezioni per la prima volta in minoranza. Secondo Abazovic l’Europa toglierebbe così il Paese dall’abbraccio e dalla dipendenza finanziaria da Pechino e inoltre fornendo un altro prestito più conveniente al Montenegro dimostrerebbe chiaramente la sua volontà di venire incontro alle sue necessità rendendo con questo gesto ancora più intensa l’ attività del Governo di Podgorica per soddisfare tutte le condizioni per la richiesta adesione. Abazovic, visto il suo ruolo, non può aver parlato a titolo personale e al di là del possibile accoglimento della sua richiesta dimostra che la strategia di Krivokapic, insediatosi da poche settimane e reduce dall’ importante recente affermazione nelle elezioni amministrative di Niksic, seconda città per numero di abitanti, sia quella di competere con Dukanovic, ancora Presidente della Repubblica, nella costruzione di rapporti di collaborazione con Bruxelles e Usa, confermando l’entrata nella Nato e la ferma volontà di entrare nell’ Unione Europea.

 

Di ciò si è reso conto anche il nostro Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che martedì 30 marzo ha incontrato a Podgorica il Premier Krivokapic. Il Governo montenegrino composto soprattutto da forze filoserbe e sostenuto dalla Chiesa ortodossa, cerca così di stemperare i buoni rapporti con Mosca e di inserirsi in una visione atlantica ed europeista. Non a caso questo ruolo è interpretato con maggior forza da Abazovic, che viene considerato anche l’uomo in questo momento capace e in grado, visto le relazioni già intercorse, di rassicurare il Presidente americano Joe Biden sulla scelta di campo del Montenegro. In questo senso, nonostante i buoni rapportino con la Serbia e il suo Presidente Vucic, Krivokapic ha confermato il riconoscimento dell’ indipendenza del Kosovo, togliendo anche questa carta di credibilità nei rapporti con Washington a Milo Dukanovic che l’aveva precedentemente utilizzata. Un Governo e una coalizione, quelli montenegrini, , che, nati avendo come unico collante la detronizzazione di Dukanovic e dei socialisti , cerca un consolidamento strategico nell’ area dei Balcani occidentali molto importante per gli equilibri mondiali e il futuro dell’Unione europea.

 

Alessandro Perelli

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