mercoledì, 16 Giugno, 2021

Morire di lavoro, la Giornata Nazionale per le vittime

0

In tutt’Italia, per iniziativa dell’ANMIL si è celebrata la settantesima edizione della Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente dell’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro – ANMIL, Zoello Forni, il seguente messaggio:
“In occasione della settantesima edizione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, rivolgo un cordiale saluto agli organizzatori e a tutti i partecipanti a questo appuntamento, che ci deve far riflettere sull’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro, per trovare soluzioni condivise ed efficaci in termini di prevenzione degli infortuni.
Quest’anno, a causa della pandemia si sono avute ripercussioni drammatiche sulla salute dei lavoratori.

In molti sono stati particolarmente esposti al rischio, come nel caso del personale sanitario e socio-assistenziale. Dobbiamo ringraziare medici, tecnici della salute e tutto il personale dei servizi sanitari per aver fronteggiato inedite situazioni di emergenza: è questo l’ambito in cui si collocano un terzo degli infortuni con esiti mortali denunciati all’Inail nel primo semestre di quest’anno.
Allo stesso modo, i lavoratori dei servizi essenziali, che hanno consentito la prosecuzione delle tante attività economiche ritenute indispensabili alla nostra vita quotidiana, hanno svolto la propria prestazione in condizioni di preoccupazione per la propria salute, permettendo a tutti noi di fronteggiare un momento drammatico.

L’impegno per garantire la massima sicurezza sul lavoro non deve arretrare di fronte a nessun evento emergenziale, perché la tutela della salute di chi lavora costituisce un bene primario su cui si misura la civiltà delle economie avanzate. L’auspicio è che, nonostante le condizioni difficili create dalla pandemia, si tragga la spinta per aumentare gli investimenti sulla sicurezza, avvalendosi dei progressi offerti dalle nuove tecnologie e degli avanzamenti compiuti in questi anni dalla ricerca scientifica.
Oggi, la Giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro, a differenza degli altri anni, si svolgerà in modo diverso a causa della pandemia, ma forte è l’impegno e la volontà di superare questa ferita sociale che lacera il nostro Paese. Desidero augurare il miglior successo alla celebrazione odierna che deve essere un’esortazione ad orientare l’azione comune delle Istituzioni verso la salvaguardia della salute e della sicurezza per il futuro lavorativo dei nostri concittadini”.
Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha scritto: “Oggi è la 70° Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, tema che mai come adesso siamo chiamati ad affrontare con spirito di unità e di coesione. In Italia, benché gli ultimi dati Inail mostrino una diminuzione dei casi rispetto allo scorso anno, si registrano ancora troppi incidenti sul lavoro e ‘morti bianche’. Probabilmente non potremo eliminarle del tutto, ma possiamo e dobbiamo fare tutto ciò che è necessario per ridurle ulteriormente. Come ho sottolineato alcuni giorni fa alla conferenza stampa di presentazione di questa giornata organizzata da ANMIL Nazionale, che ringrazio, la sicurezza rappresenta per me un obiettivo centrale fin dall’inizio del mio mandato. Obiettivo che è stato reso ancor più prioritario dalla pandemia. Come Ministero e come Governo siamo intervenuti subito, stipulando con le parti sociali dei protocolli fondamentali per il ritorno in sicurezza a lavoro. Oggi sappiamo bene quanto è importante indossare la mascherina e rispettare i protocolli per la tutela della salute. L’emergenza epidemiologica ci spinge a ripensare le nostre abitudini, soprattutto quelle lavorative. In questo scenario, dobbiamo trasformare l’emergenza in opportunità per rimettere al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. E dobbiamo farlo subito. Ancora, nella Nota di aggiornamento al DEF ho inserito un collegato che riguarda proprio il tema della sicurezza sul lavoro e che mira a una profonda revisione della normativa. Il mio obiettivo è quello di potenziare la formazione e l’informazione, che devono essere costanti. Incrementare i controlli e la vigilanza, che devono essere aggiornati sulle base delle norme anti Covid. Rafforzare la prevenzione, che deve avvenire sempre e in ogni luogo. È una grande sfida, e dobbiamo affrontarla tutti insieme. Unendo le forze fra istituzioni, associazioni e parti sociali e continuando a sensibilizzare la cittadinanza, possiamo davvero cambiare le cose”.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, in un messaggio per questa celebrazione, ha detto: “Salute e sicurezza sul lavoro sono un fronte su cui non possiamo interrompere gli sforzi. La sequenza drammatica di incidenti mortali che continuano a verificarsi nei cantieri e nelle aziende del nostro Paese rappresenta un’emergenza nell’emergenza, una piaga sociale che va sanata. Oggi, in occasione della 70esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, il pensiero va a chi ha perso la vita o ha subito gravi lesioni personali nello svolgimento della propria attività lavorativa. E quest’anno non può non andare anche agli operatori sanitari e al loro enorme sacrificio durante la pandemia. Ringraziarli per il loro impegno in una situazione così complessa è doveroso. In ogni settore l’incolumità fisica di ogni lavoratore deve essere concepito come un inderogabile dovere morale. L’inosservanza delle regole, insieme ai mancati investimenti per la sicurezza degli ambienti di lavoro, sono ancora alla base degli incidenti letali che le cronache ci restituiscono con una frequenza inaccettabile. L’idea di creare spazi lavorativi che non soltanto garantiscano, ma anche valorizzino il benessere e la salute dell’individuo deve dunque diventare una consapevolezza sempre più diffusa. È questa la strada per porre fine a questa intollerabile strage: continuare a far leva su strumenti di prevenzione, di controllo e di formazione sempre più all’avanguardia, ma anche sulla promozione di una cultura della sicurezza che riconosca nelle risorse da destinare a tale scopo anche un’opportunità di sviluppo e non solo un costo da sostenere. Una cultura che restituisca al lavoro la dignità che la Carta Costituzionale gli riconosce, la sua giusta funzione di strumento attraverso il quale l’uomo ha la possibilità di emanciparsi e di contribuire ad una società pienamente libera e democratica”.

Il presidente dell’Inail, Franco Bettoni, ha dichiarato: “Analizzando gli ultimi dati disponibili ci si rende conto di come l’emergenza sanitaria abbia influenzato l’andamento infortunistico e cambiato le priorità legate alla salute e alla sicurezza dei cittadini e dei lavoratori. Al 31 agosto 2020 le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 322.132, in calo del 22,7% rispetto al 2019. Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale da Covid-19, pari a 52.209, il 71,3% riguarda le donne. Per quanto concerne invece i casi mortali, nei primi otto mesi del 2020 si sono registrati un totale di 823 decessi, con un aumento del 20,1% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre le denunce per Covid sono state 303, concentrate soprattutto tra gli uomini (84%). Dunque, da un lato il forte decremento delle denunce di infortunio è dovuto, purtroppo, alla chiusura delle attività produttive più a rischio durante il lockdown. Dall’altro lato, questa nuova tipologia di infortunio ha causato un aumento considerevole dei casi mortali, concentrati principalmente nel settore della sanità”.

Il presidente dell’Anmil, Zoello Forni, si è soffermato sull’importanza del risarcimento ai superstiti spiegando: “Una morte sul lavoro crea un danno, un vulnus sempre irreparabile, ma l’unico, seppur piccolo, ristoro sembra essere quello di risarcire le persone che erano vicine alla vittima, superando una visione limitativa e obsoleta dei legami che danno diritto alla rendita, il cui valore non può essere dettato solo dalle carte burocratiche ma dalla realtà operativa dei legami relazionali della vittima. L’assegno funerario e il Fondo vittime gravi infortuni, sono due prestazioni pressoché sovrapponibili e appare doverosa una riflessione sull’opportunità di una loro razionalizzazione e migliore gestione. Potrebbe essere valutata l’unificazione delle due prestazioni, attraverso il trasferimento delle somme del Fondo per le vittime di gravi infortuni all’Inail, il quale provvederà ad erogare d’ufficio alle famiglie delle vittime una prestazione di sostegno adeguata alle loro esigenze”.
Prestazioni, quest’ultime, che non saranno mai sufficienti a ripagare in termini economici gli affetti per la perdita del congiunto vittima sul lavoro. Motivo questo che dovrebbe indurre il governo ad adeguare al rialzo le prestazioni finora erogate dall’Inail.

Inoltre, sulla prevenzione, oltre a tutte le misure preventive già previste dalla normativa vigente, bisognerà pensare a rendere la vita dei lavoratori più serena, anche nelle problematiche familiari, negli spostamenti dall’abitazione al lavoro, etc. Insomma è necessario creare condizioni di vita più umane che consentano ai lavoratori di affrontare più serenamente l’attività lavorativa creando le condizioni per potere affrontare il lavoro con uno spirito libero da forme di oppressione psicologica o stressanti. Si tratta di principi previsti nella nostra Costituzione che ancora non è stata pienamente attuata.

 

Salvatore Rondello

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply