mercoledì, 27 Ottobre, 2021

Mortificati dai grillini con Draghi ritroviamo la dignità

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Erano i tempi di Giuseppe Conte, quando esultanti i grillini si erano illusi che l’Italia non sarebbe stata tagliata fuori dai grandi giochi europei dove le carte venivano distribuite da Francia e Germania. In quegli incontri sembrava che i nostri politici, nemici giurati della povertà fino a sconfiggerla con l’arma letale dei Mel Gibson del Mississippi e del Reddito di Cittadinanza, chiedessero a gran voce di partecipare alla partita di tre sette col morto…vista la definitiva uscita dal tavolo da gioco del Regno Unito! Erano talmente emozionati di sedere al tavolo da non accorgersi che le smancerie del primo uomo di Francia nei nostri confronti servivano solo ad ultimare le grandi manovre che ci avrebbero relegato definitivamente ad un ruolo di secondo piano, nonostante tra i nostri uomini di punta ci fossero: Toninelli, Di Maio e Bonafede allenati da Giuseppe Conte e sapientemente comunicati al grande pubblico da Casalino. Ma cosa avevamo ancora da offrire di più in quel momento all’asse franco-tedesco? Forse le banche e il fisco, visto che già da tempo avevamo rinunciato alla grande impresa, l’agricoltura, le infrastrutture ecc.. Insomma, quatto quatto, bono bono, stava infliggendo il colpo ferale al ceto medio italiano, composto dalla classe operaia, da artigiani e piccole imprese. Mentre Conte e i grillini si beavano di essere protagonisti nei salotti buoni, ed affascinati dalla grandeur non badavano alla Francia che mirava a portarci via quel Made in Italy che negli anni precedenti aveva messo in difficoltà quello francese. La Germania, dal canto suo, ci aveva già depredato di tutta l’industria pesante. Provate a pensare freddamente alla situazione: la Francia (dopo Brexit) era l’unica potenza nucleare europea, la Germania aveva i quattrini, il Lussemburgo un regime fiscale che gli permetteva di vivere da nababbo, le multinazionali dopo aver preso i nostri contributi se ne andavano in Romania…e dunque noi! Noi non avevamo più una classe dirigente, a parte i pentastellati, perché i migliori del Bel Paese avevano traslocano altrove le loro intelligenze. Accidenti, sarà stata questa la ragione che aveva spinto i nostri amici europei ad assegnarci l’incarico di salvaguardare i confini dell’impero d’Europa? Il nostro compito avrebbe dovuto essere quello di diventare una sorta di Paese caporalato, fornitore ufficiale di mano d’opera dell’Unione che – nei suoi piani – aveva previsto di accogliere entro il 2050 oltre 50 milioni di profughi economici per rivitalizzare il Vecchio Continente, in sostituzione dello storico Gerovital! Per tutto questo avremmo avuto una royalty che ci avrebbe permesso di sopravvivere. Ottima prospettiva per il Paese più bello del mondo! Questa è la parte della storia che riguarda Giuseppe Conte e i grillini. Oggi con Mario Draghi e le prossime imminenti elezioni politiche, che ci libereranno dal tonno andato a male dei pentastellati, abbiamo già iniziato un’inversione di marcia che ci fa guardare dal mondo con rispetto solo grazie al Presidente del Consiglio ed al Presidente della Repubblica, e molto presto grazie anche al prossimo Parlamento! Intanto il 3 ottobre votiamo per ridare dignità a Roma mandando a casa la Sindaca uscente…e i cinghiali!

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