venerdì, 14 Maggio, 2021

ZAMPINO EUROPEO

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moscovici“L’Italia è un Paese che amo come voi tutti. Un Paese che è come un gatto che cade sempre in piedi, con una situazione economica in miglioramento. La crescita economica italiana è in rialzo come nell’insieme della zona euro, anche se con un problema di debito pubblico che continueremo a esaminare, anche se il debito comincia a calare”. Il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, parla dell’Italia in conferenza stampa a Parigi.
Moscovici non si è concentrato solo sull’Italia, ma ha parlato di vari Paesi europei con una situazione “complicata” e tra questi ha citato Polonia, Ungheria, Austria, come fattori di rischio politico, e ha poi parlato di Paesi come Germania, Spagna e Italia, dove a impensierire è l’incognita governabilità dopo le elezioni. I progressi che l’Italia sta compiendo vengono confermati, tanto che il Commissario cita addirittura Galileo Galilei: “Eppur si muove”. Ma Moscovici esprime anche i timori sul dazio che l’Europa sarebbe costretta a pagare per colpa di una eventuale situazione di “Hung Parliament” e di ingovernabilità post elezioni. Sulla dichiarazione del candidato del centrodestra alle Regione Lombardia Attilio Fontana sulla difesa della razza bianca, Moscovici precisa: “Parole scandalose”. Ma anche sul candidato premier dei 5 Stelle Luigi Di Maio ha qualcosa da dire: “La sua proposta di sfondare il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil è un controsenso assoluto”, ricordando che “il tetto del 3% ha un significato molto preciso, quello di evitare che il debito salga ulteriormente”. “Chiedo un confronto pubblico a Moscovici, in quanto noi pensiamo che la ricetta di stare nei parametri non abbia funzionato, ma io non penso che debba aumentare il debito pubblico. Noi vogliamo fare investimenti in deficit ad alto moltiplicatore per ripagare il debito e, tra l’altro, Moscovici viene da una nazione che ha sforato il 3% per anni”, risponde Luigi Di Maio a CorriereLive sottolineando come dall’Ue arrivi “un’ingerenza che un po’ dispiace. È successo sul referendum e non ha portato neanche bene”.
Frasi che irrompono in una campagna elettorale già caratterizzata da toni aspri e scontri continui tra le forze politiche. C’è chi ammette di essere risentito, come il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio, che pur ribadendo sulla natura europeista dell’Italia afferma che “non si può accettare che nessuno in Europa, sia pure una personalità autorevole come Moscovici, manifesti timori e perplessità preventive sull’Italia alle urne”. Aggiungendo che “la sovranità di un paese si rispetta anche evitando dichiarazioni ansiogene riferite ad un paese, che sta facendo una strada importante nella direzione della ripresa”.
La replica del leader della Lega Matteo Salvini non si è fatta attendere: “Inaccettabile intrusione di un burocrate europeo nelle elezioni italiane. Le politiche di immigrazione incontrollata e di sacrifici economici imposte dall’Europa sono state un disastro e verranno respinte dal libero voto degli italiani, i burocrati di Bruxelles stiano tranquilli”.
Nonostante la linea comune sui vaccini tra Salvini e i pentastellati non ci sarebbe nessuna idea di alleanza, arrivano prima le accuse di incompetenza del M5S da parte del leader leghista a cui risponde Di Battista accusando a sua volta l’alleato del carroccio Berlusconi di essere ‘amico dei mafiosi’.
Nel frattempo l’Europa appare sempre più preoccupata per l’esito delle elezioni in Italia, uno dei capisaldi dell’Unione europea, ma l’Italia non è la sola a preoccupare l’Europa.
“Identifico tre rischi che si potrebbero materializzare da qui al 2019 e che potrebbero portarci ad elezioni europee più difficili di quanto vorremmo. Il primo rischio è politico: l’Europa ha per natura paura del vuoto…non ci nascondiamo che la governance di diversi Paesi dell’Ue oggi è complicata. L’Italia si prepara ad elezioni dall’esito incerto. Che maggioranza ci sarà? Quale programma europeo scaturirà dal voto, tenendo conto che la situazione economica del Paese non è la più forte nella zona euro? Beato chi può dirlo, oggi…”. “Oltre a questo c’è il governo spagnolo che è minoritario e deve fronteggiare la crisi catalana. Infine, aspettiamo sempre un nuovo governo in Germania, anche se mi rallegro per l’accordo di principio trovato venerdì”.

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