martedì, 7 Dicembre, 2021

Movimento Forconi, due pescatori feriti a Montecitorio

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Il “movimento dei forconi” colpisce ancora. A Roma un gruppo di pescatori ha stretto d’assedio Montecitorio. Non sono mancate le cariche della polizia e nella concitazione della protesta sono stati feriti due manifestanti. Intanto continuano i blocchi e i presidi in tutta Italia per l’agitazione degli autotrasportatori: incidenti a Torino e a Livorno, mentre la scorsa notte è stato aggredito un autista a Termoli. Sul punto il ministro Corrado Passera ha illustrato le misure già varate a favore del settore. E’ prevista una riduzione compensata dei pedaggi che sarà pari a 170 miliardi per l’anno in corso, oltre a quelle che verranno sbloccate a breve.

CUORE PALERMITANO – Un movimento eterogeneo quello dei forconi, per ceto ed età, il cui cuore pulsante è a Palermo. Ci sono l’ingegnere, il carpentiere, il pensionato, l’autotrasportatore, il disoccupato, il bracciante agricolo, lo studente, il commerciante, il contadino, il fabbro e pure l’orafo. E’ un movimento variegato quello che e’ sceso in piazza a Palermo, paralizzando la città chiedendo, tra l’altro, l’eliminazione dell’Imu e dell’Ici sui fabbricati rurali e terreni, sconti per i carburanti e i pedaggi.

AUTOTRASPORTATORE – Per le strade sventolano le bandiere tricolore e della Sicilia con il simbolo della Trinacria, ci sono gli studenti e i giovani dei centri sociali. «Chiediamo lavoro e dignità – dice Salvatore Calderaro, che di mestiere fa l’autotrasportatore a Pachino (SR) – Il diesel e’ alle stelle, sono sceso in piazza per il futuro dei miei figli. Vogliamo che vengano abbattuti i costi del carburante, così non si può più andare avanti».

PRODUTTORE ORTAGGI -Ha gli occhi profondi, il volto e le mani segnate dal lavoro nei campi Giusto Bonanno, che ha 60 anni ed insieme alla moglie gestisce un’azienda agricola a Misilmeri(Pa). «Produco ortaggi e frutta biologia – dice – Ho circa sette ettari di terra, faccio questo lavoro da sempre, ma i costi sono insostenibili, in questo momento siamo solo in perdita. Non riesco a vendere tutto quello che produco e spesso sono costretto a rivolgermi ai mercati convenzionali, per vendere a prezzi uguali a quelli di altri prodotti che non sono biologici la frutta e la verdura. I consumatori questo nemmeno lo sanno».

AGRICOLTORE – Anche Salvatore Sparrano, 50 anni, fa l’agricoltore, e vive a Floridia nel siracusano. Produce agrumi. «Per coltivare un ettaro di terra spendo circa 3 mila euro tra elettricità e costo del gasolio per i trattori. Un chilo di arance all’ ingrosso viene pagato 80 centesimi, sono perennemente in perdita. A settembre non sono riuscito a pagare le bollette e mi hanno staccato la corrente elettrica. Se non cambia qualcosa sarò costretto ad abbandonare la campagna».

COSTI PRODUZIONE – Viene da Mineo (Ct), Carmelo Balbo, che ha 48 anni e un’azienda agricola di 70 ettari adibita alla coltivazione di carciofi e cereali. «I costi di produzione – dice mentre in mano tiene un grosso Forcone, simbolo del movimento – rispetto a quattro anni fa sono aumentati del 300 per cento. Per coltivare un ettaro di terra, solo per i carciofi, spendo 5 mila euro e un ‘capolino’ lo vendo a 10 centesimi. Per trasportali all’ingrosso e nei mercati di Roma o Napoli si aggiunge un ulteriore costo di 15 centesimi a pezzo, non ci guadagno in pratica niente. Il prezzo al dettaglio, però, di un solo carciofo può arrivare anche a 2 o 3 euro».

Lucio Filipponio

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