lunedì, 6 Dicembre, 2021

Mozione per lo scioglimento di Forza Nuova

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Lo scioglimento di un movimento politico è una misura estrema da valutare con attenzione.
Si tratta di una decisione politica prima ancora che di un atto meccanico di ordine pubblico.
Una decisione che non può germinare dall’emozione di un momento. Deve essere ponderata e soprattutto fondata sui principi che inverano la costituzione, evitando di farne strumento di lotta politica, di utilizzarlo come una clava contro l’avversario politico.

Qui non è in discussione la libertà delle idee. Apprezzi il fascismo? Ho buoni argomenti per dimostrare che si trattò di un regime totalitario che si servì dello squadrismo armato per andare al potere. Più di tremila morti ammazzati, un paio di migliaia i circoli, le sedi sindacali operaie, le leghe bracciantili devastate e distrutte. Un calvario.
Alcune centinaia i sindaci bastonati, esiliati, commissariati con la complicità dello Stato liberale. Tutti i sindaci del Polesine, del Ferrarese, della Bassa Padana, e poi la Toscana, il Piemonte, giù giù fino al Tevere e oltre, in Calabria e nella Capitanata.

Il punto non è la libertà delle idee. Il punto è la ricostituzione di una forza politica di stampo fascista che utilizza e applica la lotta armata come metodo di iniziativa politica.

I protagonisti negano si tratti di questo? Tutt’altro. L’attacco alla Cgil è un fatto, le minacce di ripercorrere questa strada in futuro un altro fatto.
Mi domando anch’io perché non si sia intervenuti con decisione per scongiurare l’attacco alla Cgil visto che non era ignoto. Ma questa evidenza non cambia lo stato delle cose, tantomeno ne riduce la gravità.

C’è di più. La coerenza mai profanata dai protagonisti. Forza Nuova non nega l’ispirazione che la muove e molti dei suoi dirigenti hanno processi in corso per violenza. Violenza, non opinioni inneggianti al
Ventennio. Atti concreti, non gesti simbolici. Questo è il discrimine.
E se questo è il discrimine quanto meglio avessimo ascoltato un coro di voci di condanna non solo dei fatti accaduti sabato 9 ottobre, ma del fascismo senza altri aggettivi.
Era sufficiente una parola: basta con quel passato. Non tutti l’hanno detta. C’è chi ha preferito girarci attorno piroettando tra le pagine del Devoto-Oli.
La cosa giusta da fare, sabato scorso, era aderire alla manifestazione indetta dai sindacati, tutti i partiti, senza eccezione alcuna, magari tappandosi il naso, magari mettendosi sulla scia dell’articolo pubblicato dall’Unita’ in omaggio a Gobetti:’Malgrado i difetti insiti nella sua origine culturale, fu un sincero amico della classe operaia’.

C’è dell’altro: il clima in cui questi eventi maturano, un forte cambiamento innestato su una grave crisi socio-economica.
Le istituzioni sono le prime ad essere messe nel mirino. Tra queste, le istituzioni parlamentari. Ricordo il senato, solo un pugno di anni fa, trattato come fosse la latrina della nazione, una scatoletta di tonno da aprire, striscioni inneggianti all’uomo solo al comando, peggio che in un set cinematografico. E non dimentico i flirt con il complottismo no vax secondo la tesi, pericolosa, che la libertà è un privilegio individuale, da non condividere con nessuno.

Per queste ragioni, il gruppo Italia Viva-PSI, nel rispetto della costituzione, della legge, delle sentenze della corte costituzionale, tutte di una chiarezza inequivocabile, chiede al senato di impegnare il governo a sciogliere Forza Nuova.

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