martedì, 20 Aprile, 2021

Musica, Psi Torino chiede un aiuto per i ‘piccoli’ venditori

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Con l’arrivo purtroppo dell’era pandemica, abbiamo potuto riscontrare anche l’arrivo di forti diseguaglianze nel settore lavorativo e commerciale.
Il nuovo Dpcm elaborato dal governo Draghi, pone nel settore commerciale inerente al mondo della cultura una forte discriminazione che va ancora una volta a punire i più deboli ed i più piccoli lavoratori del settore della vendita al dettaglio di articoli musicali, favorendo i grandi marchi distributori del sapere.
Come Psi Torino analizzando una situazione acuita dalle restrizioni economiche e sociali imposte dal Covid, vogliamo continuare a lottare per la giustizia sociale.
Non è giusto che mentre sui libri vi sia un IVA al 4%, su CD e dischi in vinile abbiamo un IVA al 22%.
Non è giusto che in zona rossa restino aperte le librerie e le edicole, mentre i negozi di articoli musicali restano chiusi.
Non è giusto che i suddetti negozi non possano successivamente avvalersi del diritto di asporto: abbiamo bar strapieni, e non capiamo perché un cliente che ordina il suo cd o disco, non possa recarsi per il ritiro in negozio.

Come Psi Torino chiediamo:

(1) Che sugli articoli musicali la tassazione sia equiparata a quella dei libri, quindi IVA al 4%. Perché la musica è cultura non di serie b.

(2) Che in zona rossa, anche i negozi che vendono articoli musicali siano aperti come le librerie e le edicole.
Mentre grossi brand come Mondadori e Feltrinelli vendono cd musicali, i piccoli commercianti sono chiusi ,è una discriminazione inaccettabile.
Perché la musica è cultura .

(3) Che sia consentito il diritto di asporto.
Un cliente prenotando telefonicamente l’articolo musicale a lui gradito, deve poter avere la libertà di potersi recare fisicamente in negozio per il ritiro.
Nell’epoca dell’apporto, come vediamo fuori dai nostri bar sempre strapieni, la musica come ripetiamo non è una categoria di serie b.

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