venerdì, 14 Maggio, 2021

Myanmar, colpo di Stato mette fine alle istituzioni democratiche

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Un colpo di Stato militare ha messo fine, in Myanmar, alle istituzioni democratiche che avevano nel Premio Nobel Aung San Suu Kyi la leader indiscussa e popolare. Dopo quindici anni di prigione, dopo essere stata la protagonista delle elezioni del 2015 che avevano decretato la vittoria della Lega nazionale della Democrazia da lei appoggiata e della riconferma di un consenso ancora più alto ( oltre l’ottanta per cento) nelle elezioni dello scorso novembre , è vietata arrestata nella sua abitazione di Yangon dalle truppe del generale Min Aung Hlaing. Con lei sono stati arrestati i dirigenti del suo partito e i parlamentari, internet è stato bloccato ed è stato proclamato uno stato di emergenza per un anno. Il bello è che i militari hanno detto di essere intervenuti a ” norma di legge” secondo poteri assegnati da quella Costituzione da loro stessi approvata nel 2009, quando erano al potere. Il motivo? Secondo il generale Min Aung Hlaing i brogli elettorali che avrebbero falsato i risultati delle recenti elezioni politiche che hanno visto il trionfo della Lega nazionale della Democrazia e l’insuccesso del partito legato ai militari. Il golpe è scattato prima della riunione insediativa del nuovo Parlamento situato nella capitale Nay Pyi Taw. San Suu Kyi ha lanciato un appello alla resistenza e vedremo nei prossimi giorni quale sarà la reazione degli abitanti del Myanmar ma l’ esercito con i carri armati schierati e gli arresti di massa sembra avere il controllo della situazione. Immediate sono state le ripercussioni a livello internazionale. Il neo Presidente americano Joe Biden ha espresso una dura condanna dell’ azione dei militari e ha minacciato la ripresa delle sanzioni. Più prudente l’ atteggiamento della Cina, che in Birmania ha notevoli interessi nel quadro di un interesse strategico. Il colpo di Stato è avvenuta nel periodo più colpito dal covid 19, infezione che aveva caratterizzato anche a novembre le elezioni e che è stata anche uno dei fattori principali per cui ,nelle strade semideserte , i militari non hanno trovato alcuna resistenza. Tra gli arrestati anche il Presidente della Repubblica Win Myint, mentre il Vicepresidente Myint Swe, allineatosi al golpe è stato nominato Presidente provvisorio fino alle nuove elezioni chs si terranno fra un anno.

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