domenica, 17 Ottobre, 2021

Nascono i “Cittadini stanchi di subire”

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UPTER-tutela cittadiniL’Italia è sempre più spesso nota come il Paese dei diritti negati, dove per negazione non si intende l’inesistenza del diritto, ma in quanto scritto sulla carta è di fatto non usufruibile da coloro che ne sono titolari. Spesso è innegabile un atteggiamento di scarsa sensibilità nei confronti dei cittadini da parte degli apparati pubblici o parapubblici. Forse non è un caso che i cittadini vengono considerati degli utenti. Da questo status quo è nato il comitato “Cittadini stanchi di subire”, con annesso sportello, per dire “basta” al continuo sbattere i cittadini da una amministrazione a un’altra o da uno sportello all’altro. All’Avanti! Silvano Miniati presidente di “Upter Solidarietà onlus” ha spiegato che lo scopo primario dell’iniziativa è quello di intervenire in aiuto del cittadino che non riesce a esercitare un diritto in molte situazioni che riguardano per esempio le pensioni, la salute, la casa, il diritto alla mobilità.

Miniati, qual è lo scopo del nuovo comitato “Stanchi di subire”?

L’iniziativa – che sarà attiva a partire dal prossimo 5 novembre – intende porre fine al metodo dello scarica barile che caratterizza il funzionamento nella pubblica amministrazione. Nessuno è responsabile e la vittima è, e resta sempre e comunque il cittadino che non riesce a esercitare un diritto, anche quando questo sta ben scritto nella Costituzione. Con questo comitato cercheremo di spiegare che è un reato molto grave negare un diritto e che, quando scopriremo l’esistenza di tale reato – e saremo in grado di documentarla – approderemo direttamente alla magistratura.

Oltre al comitato sarà attivo anche lo sportello.

Esatto. Lo sportello raccoglierà denunce e segnalazioni sui torti subiti da chi chiede che vengano finalmente riconosciuti diritti che invece sono sistematicamente negati. I cittadini sono spesso vittime del comportamento negligente da parte della pubblica amministrazione, che invece sarebbe tenuta ad operare per trasformare quanto è scritto nelle leggi, nelle circolari e nelle tante carte dei diritti in atti concreti. In questi atteggiamenti secondo noi si concreta il reato di omissione di atti d’ufficio che però rischia di non essere tale fino al momento in cui viene davvero denunciato, ricorrendo alle procedure di legge.

Intendete dunque ribadire il concetto secondo cui i diritti vanno esercitati e, quando non vengono rispettati, vanno rivendicati.

Nel momento in cui c’è un diritto che viene negato, c’è un reato e qualcuno dovrà pur pagare. Se dovessimo risolvere alcuni casi, la situazione potrebbe migliorare. Intraprendiamo dunque la via legale per provare a cambiare lo status quo.

Silvia Sequi

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