sabato, 15 Maggio, 2021

Nasce la Superlega, terremoto nel mondo del calcio

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E’ ufficialmente nata una lega privata che racchiude per ora 12 grandi società (tra cui Juventus, Inter e Milan), destinate però a diventare 20. L’obiettivo è aumentare i ricavi economici e partecipare di diritto a quello che può essere paragonato ad un vero e proprio campionato europeo tra club. Uefa e Fifa minacciano sanzioni durissime, sdegno anche dalla politica. E gli stessi tifosi sono perplessi

 

 

Svolta storica nel mondo del calcio. E’ ufficialmente nata la Superlega, un’associazione privata fondata da 12 grandi club (Juventus, Inter, Milan, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham) a cui presto aderiranno altre società per arrivare al numero di 20. Un gesto che dichiara di fatto guerra alle istituzioni sportive, Fifa e Uefa su tutte, e che ha fatto subito discutere anche in campo politico. La volontà delle squadre che hanno aderito è quella di giocare ogni anno un torneo tra le formazioni più rappresentative d’Europa (anche se non tutte hanno accettato, vedi Bayern Monaco e Psg) con l’obiettivo di aumentare lo spettacolo e ovviamente i ricavi economici. Una sorta di Champions League (a cui la Uefa sta studiando una robusta modifica) ma ancora più elitaria. I club in questione fanno sul serio: è stato già scelto il presidente, Florentino Perez (numero uno del Real Madrid), con i vice Andrea Agnelli e Joel Glazer (dirigente dello United).

 

La formula

Definita anche la formula: le 20 squadre saranno divise in due gironi da 10 con nove match di andata e ritorno per un totale di 18. Le prime tre di ogni gruppo, più altre due attraverso gli spareggi tra quarte e quinte, passeranno ai quarti, fino alla finalissima da disputare in campo neutro. La formula è affascinante, vedere le migliori squadre del mondo affrontarsi tra loro frequentemente sullo stile della Nba non può che catturare l’attenzione degli appassionati e degli sponsor. Tuttavia, da più parti (quasi all’unanimità) sono arrivate reazioni di sdegno. In primis da Fifa e Uefa, che rischiano di vedere miliardi di euro in fumo da questa scissione. I rispettivi presidenti, Infantino e Ceferin, hanno minacciato l’esclusione da qualsiasi competizione per le società della Superlega, compresi i campionati nazionali, oltre a multe salatissime.

 

Il mondo della politica

Il mondo della politica non è rimasto a guardare: Enrico Letta, Matteo Salvini, ma anche Boris Johnson ed Emmanuel Macron hanno espresso la loro contrarietà. E poi c’è la voce dei tifosi: sui social è scoppiata l’indignazione per una competizione che, di fatto, toglie qualsiasi effetto ai risultati ottenuti sul campo, danneggiando quelle realtà che spesso sono in grado di giocarsela contro i colossi economici pur avendo un budget nettamente inferiore (vedi l’impresa del Leicester o la crescita dell’Atalanta nel nostro Paese). A proposito di Italia, perché snobbare quei club come Lazio, Napoli o Roma che nelle ultime stagioni hanno fatto decisamente meglio per esempio delle due milanesi? Nell’ultimo decennio la squadra che ha vinto più coppe dopo la Juventus è la Lazio. Il Napoli ha la casacca che ha indossato il più grande di tutti, Diego Armando Maradona. E la Roma attualmente è l’unica superstite nelle coppe europee. Ma l’elenco potrebbe allungarsi con Siviglia, Ajax, Benfica, Porto ecc… tutte snobbate o escluse dai grandi “Paperoni” del calcio. In barba a risultati o meritocrazia. La bomba è esplosa…

 

Francesco Carci

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