domenica, 9 Maggio, 2021

Navalny rinchiuso in una colonia penale in gravi condizioni

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Arrestato dopo essere rientrato in Russia al termine delle cure ricevute in Germania in seguito al tentativo di avvelenamento subito, Alexei Navalny è rinchiuso in una colonia penale a Pokrov, città del centro del Paese. Sono ormai più di un mese che l’oppositore di Putin si trova in prigione e le sue condizioni di salute, a detta dei suoi avvocati, famigliari ed amici, sono in preoccupante peggioramento. Navalny ha chiesto assistenza medica ma gli è stata rifiutata in quanto, secondo il servizio carcerario, la sua richiesta non sarebbe fondata. Ma lui afferma di avere perso sensibilità alle mani, di avere febbre e di essere oggetto di problemi alla respirazione. Sintomi che si inquadrerebbero perfettamente tra le conseguenze dell’avvelenamento subito e del fatto che ad alcuni degli altri prigionieri che vivono nella sua stessa baracca sia stata diagnosticata la tubercolosi. Inutile è stato il tentativo del suo medico curante, accompagnato da altri due medici, di poterlo visitare: arrivati a Pokrov non sono riusciti a varcare la soglia della colonia penale e a incontrarlo.

 

La versione del Cremlino

La versione del Cremlino è sempre quella: non sta male e qualora soffrisse di cose reali verrebbe prontamente curato. La moglie Yulia si è rivolta più volte al direttore del carcere non ottenendo nessun risultato. Lo sciopero della fame però sta provocando notevoli preoccupazione alle autorità moscovite. Un ricovero in ospedale per la mancata nutrizione solleverebbe ancora di più il caso a livello internazionale con un ulteriore effetto negativo su Vladimir Putin che continua ad affermare che Navalny è giustamente inquisito in Russia per la sua attività contro l’integrità dello Stato. Per questo motivo la televisione nazionale ha trasmesso un servizio televisivo dal carcere di Pokrov in cui viene mostrato che il trattamento ai detenuti è simile a quello che riceverebbero in un albergo. Per dissuadere poi Navalny dallo sciopero della fame gli vengono elargite particolari leccornie ed è stata distribuita anche una griglia ai detenuti.

 

Navalny continua protesta

Tutto inutile perché Alexei Navalny continua nella sua protesta convinto che questo sia ormai l’ unico mezzo per vincere la sua battaglia per il ripristino in Russia delle libertà fondamentali e democratiche. E anche il mezzo per impedire a Putin che, attraverso un muro di silenzio sul caso costruito a proposito, si possa dimenticare la sua vicenda diventata ormai un simbolo della lotta dell’opposizione al leader del Cremlino. Che intanto però continua ad ammassare le sue truppe contro l’ Ucraina democratica mentre con una modifica della Costituzione, approvata dal Parlamento da lui controllato, ha esteso la possibilità di ricandidarsi ancora per due mandati.

 

Putin zar di nome e di fatto

Vladimir Putin così potrebbe essere rieletto Presidente della Repubblica fino al 2024 trasformandosi (e non vi sarebbe nome più appropriato) in un nuovo zar di nome e di fatto. E sul nuovo zar si è aggiunto un ulteriore sospetto dopo la riapertura dell’inchiesta, fatta su richiesta dell’antiterrorismo inglese, sulla morte di Nikolai Glushkov, l’oligarca anti Putin rifugiatosi a Londra e già oggetto di un tentativo di avvelenamento da parte di agenti segreti russi. Non convince il suo suicidio e la magistratura di Londra vuole vederci chiaro. Nelle ultime ore, intanto, Navalny è stato trasferito nell’infermeria del carcere di Pokrov, dove, dopo aver perso quindici chili, è stato minacciato di alimentazione forzata.

 

Alessandro Perelli

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