lunedì, 6 Dicembre, 2021

Nencini replica all’editoriale di Travaglio: “Il vicedirettore del ‘Fatto’ sposa il diritto di censura”

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Travaglio-Nencini

“Travaglio ha il dono della dimenticanza. Anzi da una parte seleziona colpevolmente, dall’altra abrasa. Citando in negativo il caso di Craxi-Bassanini ed altri arriva addirittura a sposare il diritto di censura. Si rilegga quanto accadde nel Psi agli inizi degli Anni ’80 e  abbia la bontà di mettere a confronto quella storia con questa. Grillo trionferà come modello anti liberale. E Travaglio come novello Papa Paolo III”. Affida all’Avanti! il senatore Riccardo Nencini, segretario del Partito Socialista italiano, la replica a Marco Travaglio che, nel suo editoriale sul “Fatto Quotidiano” di questa mattina, lo ha attaccato per aver difeso la senatrice espulsa dal M5S, Adele Gambaro.     

Il vicedirettore del “Fatto” nel suo editoriale titolato “Senti chi sparla”, richiama i partiti e i politici che si sono dimostrati in qualche modo solidali con la senatrice, ormai ex, del Movimento 5 Stelle, partendo dallo stesso segretario del Psi, al quale dedica diverse righe, nelle quali dichiara: “Il socialista Nencini si appella addirittura a Grasso perché salvi la Gambaro, e lui la democrazia dei partiti la conosce bene perché viene dal Psi: il partito di Craxi che cacciava i dissidenti Codignola, Bassanini, Enriques Agnoletti, Veltri e altri e si autocelebrava nei congressi con le piramidi di Panseca facendosi eleggere per acclamazione (…)”. Il riferimento iniziale di Travaglio è alla lettera che Nencini aveva inviato ieri al Presidente del Senato, Pietro Grasso, nella quale sottolineava come “con l’espulsione dal gruppo di appartenenza si è voluta fissare una regola palesemente in contrasto con una delle libertà costituzionali fondamentali – il diritto di esprimere la propria opinione. Addirittura si è adottata una sorta di censura. La negazione preventiva a esprimere il proprio pensiero. L’adozione della decisione di espulsione cancella in toto l’articolo 21 della Carta, il principio fondamentale inerente la libertà di pensiero“.

Insomma Nencini sarebbe colpevole di aver fatto riferimento alla nostra tanto decantata Carta Costituzionale, cui si deve però far riferimento – stando a quanto appare – soltanto in determinati momenti politici e istituzionali, e soltanto contro determinati soggetti. Negli altri casi, qualsiasi riferimento ad uno dei pilastri della nostra democrazia rappresenta una lesa maestà. Il segretario del Psi infatti, nel continuare la sua lettera non fa altro che chiedere al Presidente Grasso se “l’atto adottato dal Gruppo senatoriale del Movimento 5 Stelle non sia lesivo di uno dei cardini della democrazia. Mi chiedo e Le chiedo se il regolamento che ha ispirato quella decisione sia compatibile con i principi di una democrazia liberale quale quella cui il Senato della Repubblica si richiama. Mi chiedo e Le chiedo se il Senato della Repubblica possa convivere con regolamenti, statuti e/o con decisioni in chiaro contrasto con la sua natura di organo democratico e antitetici allo spirito e alle norme infisse nella Costituzione italiana“.

Allora viene da chiedersi: cosa c’entra la storia del Psi e di Craxi? Non sarà forse che agitando il solito, ormai vecchio, cavallo di battaglia, il vicedirettore del “Fatto” voglia tentare di spostare l’attenzione verso un atto totalmente antidemocratico come l’esplusione della Gambaro, che lui stesso definisce “uno spettacolo deprimente”, salvo poi fare riferimento agli altri partiti “che danno lezioni di democrazia”? Insomma, fare sì riferimento alla politica dell’antipolitica grillina, che si è ormai dimostrata in questi pochi mesi di legislatura totalmente inaffidabile e non all’altezza delle aspettative, ma sempre attaccando coloro i quali si dimostrano in disaccordo con il comico ligure. Stona che proprio Travaglio, giustizialista e tessitore di moralismo, manifesti uno dei più vecchi difetti italici: un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Giampiero Marrazzo

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