venerdì, 14 Maggio, 2021

Nency Pelosi insiste, impeachment per Trump

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Aveva ragione Nancy Pelosi, Presidente della Camera americana, nel chiedere l’impeachment per presunti illeciti commessi da Donald Trump nell’esercizio delle sue funzioni. Oggi, però, alla luce della guerriglia scatenata in Campidoglio, dagli irresponsabili fanatici di Trump, la messa in stato di accusa del Presidente è superata dalle parole pronunciate dallo stesso, durante l’ “arrembaggio” at the Capitol, quando prima afferma che le elezioni sono state ‘rubate’ dai democratici e solo dopo dice andate a casa e rispettate l’ordine.
Parole esplosive, quelle del Presidente, che hanno provocato una maggiore violenza alle azioni da ‘commando’ guidate da un branco di ‘animali’ inferociti. Animali inferociti che con le loro azioni violente hanno inferto una profonda ferita alla democrazia americana, e non solo! Azioni violente al punto da mettere a ferro e fuoco quel simbolo di libertà che il mondo ha fatto suo. E poi, ricordiamolo, 5 sono state le vittime di questo odio, dalle radici profonde, che nei Nordisti vede ancora il nemico.

Un’azione, quella di Trump, che non ha eguali, ed è incomprensibile anche sul piano delle opportunità personali e politiche; evidentemente, non era in sé, perché ora, molto probabilmente, perderà ogni cosa. Pertanto sarebbe stato molto più indicato applicare il 25esimo emendamento, che avrebbe puntualizzato in maniera precisa l’incapacità sopraggiunta del Presidente per motivi tutti da accertare, non ultimo la salute.
L’ostinazione con cui Trump ha portato avanti il complotto ai suoi danni è antico, non è un episodio recente. Già da tempo, infatti, il Presidente diceva che le elezioni sarebbero state una ‘truffa’ e lui le avrebbe contestate a prescindere: chissà, forse si sarebbe comportato così anche se avesse vinto lui!
La situazione non è da archiviare con uno stato d’accusa, che pagherebbe solo i vecchi rancori della Presidente della Camera che, se fosse dipeso da lei, avrebbe mandato Trump a Guantanamo solo per aver vinto le primarie repubblicane.
L’unica persona che davvero sa come stanno le cose è il Vice Presidente, nonché Presidente del Senato, Mike Pence, unico che avrebbe potuto invocare la norma che permette, con l’appoggio del Governo, di rimuovere il Capo della Casa Bianca, ritenuto incapace.
L’impeachment, con il quale si prevede il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche, qualora si ritenga che abbiano commesso determinati illeciti nell’esercizio delle loro funzioni, è uno strumento macchinoso che rischia solo di aumentare le tensioni sociali di cui il mondo ha appena visto in anteprima le immagini il 6 gennaio!
In questa inedita, ma prevedibile, situazione, l’unico che sta dimostrando estremo buon senso è il neo eletto Presidente degli Stati Uniti Joe Biden: si rende conto che mettere sotto accusa il suo precedessore, proprio nelle ore precedenti la cerimonia di investitura, sarebbe un rischio che l’America non può permettersi, dopo quello che è successo. Anche perché è molto meglio dimenticare velocemente l’episodio: Trump sarà anche un esaltato, ma c’è un vecchio detto che cita: dove c’è fumo qualcosa brucia.

 

Angelo Santoro

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